giovedì 27 febbraio 2014

EMVi'S SWEET CREATIONS CI REGALA I LOLLIPOP ALLA NUTELLA



EMVi aka Elena Maria Valisi ha tantissimi diversi talenti che e' riuscita a coordinare con una semplicità invidiabile! Infatti, oltre a lavorare in ospedale come tecnico di medicina nucleare, ha avuto il coraggio di seguire la sua grande passione per la cucina e di inventarsi un'attività di personal chef e insegnante documentata sul suo gustosissimo blog

  L'ho conosciuta una sera grazie ad una nostra partecipazione comune a RadioAttiva e ci tenevo a presentarla anche a voi!
    
      Parlaci del tuo percorso: come hai scoperto di avere tutte queste passioni?
In realtà la mia vera passione e' una sola, la cucina! Quando ero piccola volevo fare una scuola molto pratica come un alberghiero o un istituto tecnico per la moda. I miei genitori però mi hanno spinto a studiare e mi sono laureata in Tecniche di Radiologia Medica dove ho scoperto l'interesse per la Medicina Nucleare. In questo ambito, tramite le radiazioni, creiamo dei farmaci che mimano il metabolismo dell’organo che vogliamo o dobbiamo studiare: lavoro su pazienti oncologici, cardiopatici, trapianti, malattie psichiatriche.

I brownies al caramello di Elena
Il mio lavoro mi permette di avere molti giorni di ferie e nel tempo “libero” ho sempre cucinato! La vera svolta pero' e’ arrivata grazie al mio ragazzo: ci siamo conosciuti a New York e ora lui abita a Parigi. Nel caso in cui mi dovessi trasferire ho capito che l’unica cosa che vorrei continuare a fare e’ cucinare. Perciò nel 2011, pur continuando a lavorare in ospedale, mi sono iscritta alla scuola alberghiera (corso serale) e dopo un anno ho ottenuto la qualifica visto che molte materie mi sono state riconosciute dal mio percorso scolastico.

I miei primi fan sono stati i miei colleghi e i miei amici di Facebook che apprezzavano le foto delle creazioni che postavo. Inoltre, i miei famosi lollipos sono apparsi su un blog di una mia amica e hanno avuto talmente successo che ho deciso di tenerne anche uno mio che considero un vero e proprio diario di bordo dove mostrare le ricette che cucino per me stessa e i miei clienti o ciò che propongo nei miei corsi. 

Il nome del blog viene dalle mie iniziali "EMVi" alle quali ho aggiunto "Sweet Creations" perché non cucino solo cose dolci, ma lo faccio sempre con il cuore! 

Ti sposti tra Milano e Parigi (per il tuo fidanzato): quanto ti aiuta viaggiare per la tua cucina?
Tantissimo! Come dicevo ho molte ferie: l’anno scorso sono stata in quattro paesi diversi e dovunque sono trovo qualche ricetta da copiare. 

Parigi, in particolare, conosco a memoria tutte le pasticcerie dove preparano i macarons: sono delle "boutiques di pasticcini"! In Francia hanno il culto della bellezza del dolce, sanno che mangi prima con gli occhi che con il gusto, poi sono molto ricercati e sperimentano con gli ingredienti. Il mio idolo per tanti anni e’ stato Pierre Herme' (ex primo pasticcere de La Duree) che, a proposito di sperimentazione, ha creato una tortina di cialde di macarons giganti ripiene di crema alla rosa e lychee e decorata con lamponi freschi…un sogno! Purtroppo nel tempo Herme' mi ha delusa perché ha scelto la grande distribuzione alla qualità e oggi a Parigi vi consiglio Arnaud Larher, e’ un maestro pasticcere geniale e una persona molto semplice che si sente ancora un artigiano dei dolci.

I cupcake di Elena
Come definisci la pasticceria?
Per me la pasticceria è PURE LOVE: mi da’ una grande soddisfazione e mi rende felice…è una terapia! La pasticceria e’ anche molta precisione, quello che ripeto sempre ai miei studenti e' che si e' sempre in tempo a salvare una ricetta di cucina, ma non si può pensare di fare lo stesso in pasticceria.

Dove trovi le materie prime che usi? Hai il tuo gruppo di fornitori?
Cerco solo gli ingredienti migliori e gran parte di quelli che uso per i dolci me li faccio arrivare dall’America: il mio fornitore principale e’ Wilton anche perché costa un quarto di quello che costa in Italia. Il burro lo prendo in cascina, ma si deve stare attenti a come lo si usa perché per alcune ricette dolci, come i cupcake, ha un sapore troppo forte. Inoltre, sono innamorata della vaniglia che mi faccio mandare dal Madagascar e lo zucchero a velo lo compro solo in Francia perché e’ veramente impalpabile, una polvere dolcissima…non hai idea delle figure che faccio in aeroporto! 

L'ambiente più strano nel quale hai fatto il personal chef….
Una casa che non dimenticherò mai: guardavi fuori dalla finestra e potevi quasi toccare la madonnina di Milano. C’erano molte personalità di spicco, vip e tante modelle che si sono innamorate dei miei macarons e dei miei lollipop. Sembravano scese da Marte! 

…quello che è venuto meglio?
Una cena a domicilio di sushi con 12 persone dove mi sono sbizzarita preparando tantissime portate (guardate tutte le foto!).

Mi dai il la per la prossima domanda: hai insegnato il sushi nei boschi a Parma!?!
Un posto bellissimo dove sono sicura di aver incontrato Bamby! Ho tenuto due corsi di sushi e continuano a richiamarmi. Il problema forse che hanno i miei studenti di Parma è ritrovare gli ingredienti che indico nelle mie ricette. 

Propongo anche corsi di sushi vegetariano, il prossimo sarà a Milano il 5 di aprile. Il tutto e' nato perché una mia amica che non mangia pesce mi ha proposto di fare una collaborazione con il suo sito e cucinare il vegan sushi: e’ talmente buono che dimentico il pesce quando lo mangio.  

Sei andata in Giappone a studiare come preparare il sushi?
Quando ero in America ho conosciuto una ragazza giapponese che poi si e’ trasferita in Italia e siamo diventate molto amiche. Appena dopo Fukushima sono andata (con i dosimetri) a Tokyo e lei mi ha fatto esplorare il vero mondo del sushi. Ho imparato sul campo e mi sono fatta spiegare tutti i trucchi per gustarlo meglio, come per esempio mettere la salsa di soia sul pesce e non sul riso…Il sushi è perfezione e impegno!

Cosa ne pensi della cucina in TV?
In casa ho una TV che accendo pochissimo perché non ho mai tempo. Ho visto qualche puntata di Masterchef Francia, ma preparavano cose terribili. Quello italiano l’ho visto di sfuggita e mi sembravano tutti appena usciti da un corso di cucina: sono troppo tecnici! Devo ammettere pero' che io ho cominciato prima che il cibo fosse così inflazionato e ogni nuovo format che nasce mi fa venire il nervoso…tanto quanto quelli che fotografano ogni piatto che mangiano...

Relagaci una tua ricetta cult! 
Come puoi notare dal mio logo il mio cavallo di battaglia sono i lollipops :)

Nutella lollipops by EMVi
Sbriciolare grossolanamente 400grammi di un qualsiasi pan di Spagna, confezionato o appena sfornato. Aggiungere tanta nutella quanto basta per poter formare delle palline compatte grandi quanto una noce. Non esagerate con la quantità, è meglio che si veda un po' il pan di Spagna, se i lollipops sono troppo pesanti crolleranno sotto il loro stesso peso e se troppo molli non riuscirete a far mantenere la forma sferica.
Sciogliete le candy melts (http://m.wilton.com/store/site/product.cfm?sku=pg_candymelts) o del cioccolato fondente a bagnomaria e sprofondate l'estremità di ogni bastoncino in esso prima di infilarlo in ognuna delle 20 palline -circa- che avete formato. Ciò permetterà allo stecchino di fissarsi alla pallina di pan di Spagna. Lasciate riposare in freezer per 10 minuti.
Ricoprite ogni cakepop con il cioccolato fondente fuso, aiutandovi con una spatola di silicone e tenendo il lollipop per lo stecchino, e prima che si solidifichi cospargeteli di codette colorate a vostro piacere. I cuori ahimè sono da applicare uno alla volta!

Se non si trovano gli stecchini per lollipops si possono utilizzare gli stuzzicadenti "Pique bambou golf" (http://decofinder.it/Zoom1038837.html)

domenica 23 febbraio 2014

"THE GREAT GATSBY" PARTY PER CARNEVALE


Scenografie spettacolari, vestiti luccicanti, una colonna sonora firmata dai più talentuosi artisti pop sono i punti di forza de “Il Grande Gatsby” di Buz Luhrman con Leonardo Di Caprio, pellicola molto attesa ma che non ha lasciato un segno indelebile della storia del cinema. Forse la colpa di questo può essere cercata nelle interpretazioni poco incisive degli attori coprotagonisti Tobey Maguire e Carey Mulligan o nella lunghezza eccessiva della trama.

Di sicuro, pero’, avremmo tutti voluto partecipare alle mitiche, fantasmagoriche e scintillanti feste organizzate da Gatsby ogni week end nella sua casa di Long Island! Allora perché non ne date una anche voi per carnevale?

Basta seguire tre semplicissime regole: 1) proprio come lui non invitate mai nessuno, ma fate sapere a tutti che ci sarà una festa imperdibile e si presenteranno da soli, 2) alcool, vino e bollicine devono scorrere a fiumi, non sia mai che i vostri ospiti abbiano il bicchiere vuoto, 3) preparate solo finger food che possa essere mangiato con comodo con la mano libera :)

Per amore di autenticità ho trovato per voi sul sito della New York PublicLibrary i menù scannerizzati dell’epoca, inizio anni ’20, e di seguito vi propongo gli appetizers più diffusi e più semplici da preparare.

UOVA SODE ALLA DIAVOLA
Ingredienti: 6 uova, 1 cucchiaio di senape piccante, 3 cucchiai di maionese, 2 fette di prosciutto, erba cipollina

Sto ancora cercando il metodo perfetto per cuocere le uova sode :) Questa volta ho provato a metterle in una casseruola (non troppo grande in modo che non sbattano l’una con l’altra) piena di acqua fredda con un cucchiaio di sale, ho portato a bollore e ho lasciato cuocere per 8 minuti.

Tagliate a metà le uova e togliete il tuorlo che mescolerete in una terrina con maionese, senape piccante, erba cipollina e il prosciutto finemente

spezzettato. Riempite le uova con la salsa.

TRAMEZZINI DI CREMA DI CARCIOFI E SALMONE
Ingredienti: 200gr di cuori di carciofo, 40gr di noci tritate, scorza di limone, sale, olio, 20gr di parmigiano reggiano grattugiato, salmone, erba cipollina, foglie di insalata, pane per tramezzini

Passate nel mixer i cuori di carciofo, le noci tritate, il parmigiano reggiano e due cucchiaini di scorza di limone, aggiungendo olio a filo.

Preparate i tramezzini spalmando la crema di carciofi e coprendo con erba cipollina, fette di salmone e foglie di insalata.

GAZPACHO
Ingredienti: 800gr di pomodori rossi maturi, ½ peperone rosso, ½ cetriolo, ¼ cipolla, aglio, 100gr di pan grattato, ¼ bicchiere di aceto, acqua, sale, pepe, olio

Spelate e tagliate a pezzi i pomodori e il cetriolo dopo aver tolto i semi ad entrambi poi pulite e tagliate a tocchetti il peperone e la cipolla. Bagnate il pan grattato con l’aceto e acqua quanto basta per inumidirlo senza renderlo liquido.

Passate al mixer le verdure, l’aglio, la cipolla e il composto di pane fino a che non diventi una crema (non troppo liquida). Aggiungete olio, sale e pepe a piacere e mettete in frigo per circa tre ore.

Servite in bicchierini da shot.

TRAMEZZINI DI SALSA DI GAMBERETTI
Ingredienti: 250gr di gamberetti, 100gr di Filadelfia, 4 cucchiai di maionese, 2 cucchiai di senape, aglio in polvere, pepe, succo di ½ limone, ½ cipolla tritata, pane per tramezzini, olive denocciolate per la decorazione.

Mescolate in una terrina i gamberetti cotti e tritati con il resto degli ingredienti e spalmate il tutto in quantità abbondante sul pane.

Tagliate a quadretti i tramezzini e guarnite con le olive.

GAMBI DI SEDANO RIPIENI
Ingredienti: gambi di sedano, salse a piacere

Negli anni ’20 era uno degli antipasti più in voga, potete inventarvi una varietà di salse per il ripieno o fare come me e utilizzare le salse già pronte per gli altri piatti: crema di carciofi, Filadelfia con prosciutto e erba cipollina e crema “indiavolata”.

Guardate la video ricetta!!


Per i cocktail sbizzaritevi ricreando quelli preferiti dai personaggi del film!

domenica 16 febbraio 2014

MANGIA PREGA AMA: MENU ITALO-INDI-BALINESE!


La giornalista e scrittrice Liz Gilbert dopo una crisi personale dovuta ad un brutto divorzio ha deciso di partire per un viaggio sia fisico che introspettivo e ne ha raccontato le fasi salienti in un libro.

The American journalist/writer Liz Gilbert decides to leave New York after a personal crisis caused by a divorce and starts a journey both fiscal and psychological around the world: she tells all about it in the book Eat Pray Love.

Mangia Prega Ama narra del suo anno lontano da New York: 4 mesi a Roma per ritrovare l'appetito per la vita (e provare tutte le leccornie della cucina romana), 4 in India in un ritiro spirituale per imparare a pregare, 4 a Bali alla ricerca del proprio equilibrio personale trovato anche, fortunatamente per lei e per il suo libro, grazie all'amore per quello che poi diventerà il suo secondo marito.

Her one year trip brings her four months to Rome to look again for her appetite for life (and to taste all the fantastic roman cuisine recipes), four months in India to learn how to pray, four months to Bali to recoup her personal balance. Luckily for her, and for her book's sales, in Bali she also finds a new love.

Tutte e tre queste nazioni hanno delle grandi tradizioni culinarie lo ribadisce Ryan Murphy, il regista del film tratto dal libro, nelle  meravigliose inquadrature in cui Julia Roberts, nel ruolo della Gilbert, si gusta le sue scoperte gastronomiche.

These three countries have great gastronomic traditions and the director of the movie based on the book, Ryan Murphy, shows it very well in many scenes where the protagonist Julia Roberts eats all possible food delicacies!

Per questa serata piacevole ed introspettiva che vi porta in un viaggio virtuale in tre magnifiche location vi consiglio un menu che presenti piatti presi dalle tre nazioni che Liz visita!

For an entertaining and, at the same time, spiritual evening that will take you in a virtual journey in three fantastic locations I advice a menu that includes a dish from each one of these countries.

ITALIA: CARBONARA VEGETARIANA - ITALY: VEGETARIAN CARBONARA
La carbonara è uno dei piatti principi della tradizione romana, che può avere tantissime varianti. Per Liz niente di meglio della carbonara vegetariana per prepararsi (a gradi :) al suo viaggio di purificazione in India!

Carbonara is one pf the most love dishes of the Roman cooking tradition, and it can be served in many variations. For Liz nothing could be better of a vegetarian carbonara to get ready (step by step :) for her purification trip to India.

Ingredienti per 4 persone: 400 gr di tagliatelle, 3 zucchine, un mazzetto di asparagi, 1 cipolla, 4 uova (2 intere e 2 tuorli), 100 gr di pecorinooliosale e pepe.

Ingredients for 4 persons: 400gr of tagliatelle, 3 zucchini, a bunch of asparagus, 1 onion, 4 eggs (2 whole and 2 yolks), 100gr of pecorino, oil, salt and pepper.

Prima di tutto fate sbollentare gli asparagi in acqua salata, poi metteteli in una padella con la cipolla tagliata grossolanamente ad imbiondire. Contemporaneamente, in un'altra padella,  soffriggete in un po' di olio le zucchine tagliate a rondelle fino a che non diventano dorate.

First of all, you need to boil the asparagus in salde water, put them in a pan with sliced onion till it gets golden. In the meanwhile, in another pan, lightly fry the zucchini in a little oil.

Una volta pronte le zucchine vanno messe nella padella con il resto della verdura e saltate per qualche istante in modo che si insaporiscano.

Once zucchini are ready, put them in the pan with the rest of the vegetables and mix them for a few minutes to exchange flavors.

Dopo aver buttato la pasta si sbattono le uova con il pecorino aggiungendo sale e pepe quanto basta. La pasta deve essere scolata molto al dente perché deve cuocere nella padella della verdura per un minuto a fuoco vivace. A questo punto possiamo aggiungere l'uovo sbattuto con il pecorino, sale e pepe se serve, e far mantecare.

Cook pasta in a lot of bowling salted water and in the meantime mix the eggs with pecorino cheese adding salt and pepper. Pasta needs to be drained a couple of minutes in advance because it has to cook in the vegetables' pan on an high flame. Turn off the flame and add the eggs with the cheese. Add more salt and pepper if you like.

Siamo pronti per servire! Io ho tenuto da parte delle punte di asparago cotte e dei fiori di zucchina che mi hanno aiutato ad impiattare.

We are ready to serve! I kept aside a few asparagus' and zucchini flowers for the plating.

INDIA: SAMOSA DI VERDURE - INDIA: VEGETABLE SAMOSAS
Le samosa sono degli sfiziosi fagottini di pasta ripieni di verdure e spezie. Se vi piace questa versione li potete fare anche con altri ripieni, inoltre potete scegliere se friggerli o cuocerli al forno.

Samosas are very tasty appetizers: you can prepare them using only vegetables like I did or with a different filling. You can also choose if you want to fry them or bake them.

Ingredienti: 170gr di farina, 3 cucchiai di olio, acqua q.b., sale, 120gr di patate, 120gr di piselli, 1/2 cipolla, aglio, zenzero, cumino, peperoncino, cannella, cardamomo, sale, pepe.

Ingredients: 170gr of all purpose flour, 3 spoons of oil, water, salt, 120gr of potatoes, 120gr of peas, 1/2 onion, garlic, cumin seeds, ginger, red pepper flakes, cinnamon, cardamom, salt, pepper.

Preparate la pasta aggiungendo tre cucchiai di olio alla farina, un pizzico di sale e mescolando bene. Poi versate acqua un po' alla volta per impastare e create una pallina da mettere in frigo per circa un'ora.

Prepare the dough adding to the flour three spoons of oil and a pinch of salt. Mix well with your fingertips. Pour a little water and start kneading (add water if needed). Create a ball of dough and put it in the fridge for an hour.

Nel frattempo potete procedere con il ripieno: bollite le patate fino a che non siamo tenere e cuocete i piselli nella padella insieme alla cipolla e ad uno spicchio di aglio.

In the meantime prepare the filling: boil the potatoes until they become tender and cook the peas in a pan with the onion and a clove of garlic.

Tagliate a cubetti le patate dopo averle spelate e fatele saltare in padella con i piselli e con le spezie che potete aggiungere a piacere in base al vostro palato. Lasciate raffreddare.

Cut the potatoes after peeling them and add to the pan with the spices that you can dose depending on how much you like them. Let cool.

Prelevate la pasta dal frigo, create delle palline più piccole e schiacciatele con il matterello facendo dei dischi che poi taglierete a meta'. Create dei coni di pasta, stando molto attenti a fare combaciare i bordi e a chiuderli bene, riempiteli con il ripieno e chiudete.

Make smaller balls from the ball of dough and with the rolling pin create disks at least 15 cm large. Cut them in the middle and make cones adding the filling and having the borders close extremely well.

Potete friggere i coni per 15 minuti fino a che non diventano dorati o cuocerli al forno a 180 gradi per 30/35 minuti. Io li ho fatti al forno.

Fry for 15 minutes or bake at 180 degrees Celsius for 30/35 minutes. I baked them. 


Guarda la video ricetta!



Check out the video recipe in English




BALI: FRITTELLE DI BANANE - BALI: BANANA FRITTERS
Le frittele di banane sono un dessert molto diffuso in Indonesia anche come street food. Sono semplicissime e molto veloci da fare soprattutto quando avete l'olio già pronto per friggere.

Banana fritters are a very much loved dessert and street food in Indonesia. They are easy and fast to prepare most of all when the oil is already on the stove.

Ingredienti: 2 banane sode, 80gr di farina, 1 uovo, 1dl di latte, 3 cucchiai di zucchero, 1 cucchiaio di burro fuso, un goccio di rum.

Ingredients: 2 firm bananas, 80gr of flour, 1 egg, 1dl of milk, 3 spoons of sugar, 1 spoon of melted butter, rum.

Preparate la pastella mescolando farina, latte, zucchero, uovo, burro e rum poi annegateci le banane tagliate a fettine per il lungo fino a che non siano completamente coperte.

Prepare the batter mixing flour, milk, sugar, egg, butter and rum. Plunge the bananas in it after cutting them in long strips.

Friggete in olio bollente per una decina di minuti per raggiungere la doratura e servitele calde. Se volete potete accompagnarle con una salsa di cioccolato e del gelato.

Fry in hot oil for 10/15 minutes until they are golden and serve hot. Of you like you can also serve them with chocolate sauce and ice cream.



giovedì 13 febbraio 2014

AFRODITA DI ISABEL ALLENDE: SOSPIRI DI CARCIOFI

E' San Valentino perciò dobbiamo preparaci affilando tutte le armi a nostra disposizione: ceretta, lingerie nuova di pacca, un bel paio di tacchi alti e le migliori ricette erotiche per farlo sognare….e per farlo ritornate con i sensi e la memoria ai primi incontri infuocati :)            

It's Saint Valentine's Day therefore we have to prepare ourselves in all possible ways: waxing, buying new lingerie and a nice pair of high heels and cooking the best erotic recipes to make him dream…and remember the hot encounters of the first days :)
Per un antipasto diverso dal solito ma di grandi impatto, eccomi di nuovo ad attingere a piene mani dal ricettario contenuto nel libro Afrodita di Isabel Allende. Voglio provare una ricetta con un titolo evocativo: I Sospiri di Carciofi con Salsa Leggera.

Looking for a new appetizer, here I am again trying the aphrodisiac recipes proposed by Isabel Allende in her book Aphrodite. I want to serve to my lover the Artichoke Whispers with Light Sauce.

Nel suo libro Isabel descrive il potere afrodisiaco di tutti gli ingredienti che usa e del carciofo dice:  e' un ortaggio molto erotico non solo per la forma, ma anche per il rituale di denudarlo con le mani togliendo una foglia alla volta.

In her book Isabel describes the aphrodisiac power of the ingredients she uses and this is what she says about the artichokes: it is a very erotic vegetable non only for its appearance, but also for the ritual of "undress" it with your hands while eating it.

Intanto, godetevi la video ricetta...per il dopo cena lascio fare a voi! 


Check out the video recipe to start the dinner with this fantastic appetizer... for the after dinner is all up to you!



domenica 9 febbraio 2014

CRAZY STUPID LOVE: PARTY CIOCCO-ALCOLICO!

San Valentino si avvicina a grandi passi: venerdì 14 tutte le coppie usciranno per celebrare il proprio amore o magari partiranno per un bel week end romantico! Bravi, non credo che avrete tempo di guardarvi un film :)

Saint Valentine's Day is getting close: on Friday the 14th all the couples will go out to celebrate their love or, better, they will leave for a long romantic week end! Good for you, I don't think you'll have time to watch a movie :)

Ma io so che molti di voi, accoppiati o meno, non sentono particolarmente questa festa e anzi hanno la stessa visione degli sceneggiatori di questo film che considerano l'amore sia pazzo che stupido…allora guardatevelo!

But I know that there is also a bunch of you that does not "feel" this recurrence that much and has the same vision of the screenwriters of this film considering love both crazy and stupid…so watch it!

Crazy Stupid Love racconta la crisi sentimentale di Cal (Steve Carrell) abbandonato dalla moglie (Julianne Moore) per una "sbandata" di mezza eta'. Il poveretto si ritrova tutte le sere solo in un bar a sfogare la propria frustrazione, ma fortunatamente per lui (e per noi del gentil sesso) incontrerà un navigato seduttore, Jacob, interpretato da un fantasmagorico Ryan Gosling…e non mi riferisco solo al suo talento attoriale.  

Crazy Stupid Love shows Cal's sentimental crisis (Steve Carrell) when he gets abandoned by his wife (Julianne Moore) because of a middle age crush for a colleague. The poor Cal goes every night alone to a bar to share his frustrations and luckily for him (and for us women) he meets an experienced seducer, Jacob, played by a fantastic Ryan Gosling…and I'm not only talking about his acting talent.

Jacob insegnera' a Cal l'arte dell'abbordaggio e lo ributtera' nell'arena dei single con molte perle di saggezza. Ma l'amore e' pazzo e stupido quindi...

Jacob teaches Cal the art of picking women up and throws him back into the singles' arena with a lot of useful tips. But love is crazy and stupid therefore…

Visto che io sono il Jacob delle serate cine-culinarie per gustarsi la pellicola al massimo, infondo siamo sempre a San Valentino, vi consiglio di organizzare un party Ciocco-Alcolico in piena regola con una serie di fondute di cioccolato annaffiate di liquore!

Since I'm a little bit like Jacob when it comes to organizing food&film evenings in order to taste all the flavors of this movie my advice is to invite your friends to a Choco-Alcool Party serving a series of chocolate and liquor fondues.

FONDUTA CIOCCOLATO FONDENTE E COGNAC - DARK CHOCOLATE AND COGNAC FONDUE

Ingredienti (dipende sempre da quanti siete): 250gr di cioccolato fondente, 150ml di panna, un bicchierino di cognac o brandy, fragole, banane, lamponi, cantucci, biscotti al cocco, panettone tostato, zenzero candito

Ingredients (always depending of how many you invited): 250gr of dark chocolate, 150ml of cream, a small glass of cognac or brandy, strawberries, bananas, raspberries, dry cookies like cantucci, candied ginger

Sciogliete a bagnomaria il cioccolato tagliato a pezzi con la panna e aggiungete il liquore scelto. Potete usare dei lunghi bastoncini per bagnare la frutta nel cioccolato e per mantenerlo cioccolato fuso potete usare una candela.

Melt bain-marie the chocolate cut into pieces adding the cream and the liquor. You can use long sticks to plunge the fruits into the chocolate and to keep it melted use a candle. 


FONDUTA DI CIOCCOLATO BIANCO E LIMONCELLO - WHITE CHOCOLATE AND LIMONCELLO FONDUE

Ingredienti: 300gr di cioccolato bianco, 100ml di panna, un bicchierino di limoncello, fragolebananelamponicantuccipanettone tostato, zenzero candito

Ingredients: 300gr of white chocolate, 100ml of cream, a small glass of limoncello, strawberries, bananas, raspberries, dry cookies like cantucci, candied ginger

Per il cioccolato bianco che e' molto più burroso serve meno panna. Ve lo consiglio con il limoncello per dare un tocco di acidità.

For the white chocolate since contains a lot of butter you should use less cream. Try it with limoncello, an Italian liquor made with lemons, to give a touch of acidity.


FONDUTA DI CIOCCOLATO AL LATTE E KIRSCH - MILK CHOCOLATE AND KIRSCH FONDUE

Per questa versione con il cioccolato al latte si usano le stesse proporzioni della fonduta al cioccolato fondente, una buon idea può essere usare un liquore diverso e aggiungere alla fonduta granella di nocciole o di cocco: una goduria!!!

For this milk chocolate version use the same proportion of the dark chocolate, a great idea could be to use a different liquor and add minced hazelnut or almond to the fondue: a real pleasure!!

sabato 8 febbraio 2014

ELEGANZA E CONCRETEZZA: LO CHEF LUIGI TAGLIENTI SI RACCONTA

Il giovane chef Luigi Taglienti dal 2012 dirige con grande classe e passione la cucina del Ristorante Trussardi alla Scala incastonato nel cuore di Milano. Un matrimonio con la storica maison di moda che consolida una storia professionale costellata da prestigiose esperienze nelle migliori cucine italiane e francesi e una prima stella Michelin ottenuta per il suo lavoro al Ristorante delle Antiche Contrade di Cuneo.

Conosciamolo meglio.

Ci racconti il suo percorso: quali sono i tre punti di riferimento che l’hanno aiutata a raggiungere la posizione che occupa ora?
Sicuramente Ezio Santin, Christian Wilier e Christian Sinicropi e infine Carlo Cracco.
Lavorare con Ezio Santin (un autodidatta) a Cassinetta di Lugagnano e' stato come trovarsi in una favola: lo chef ha creato un vero e proprio tempio della gastronomia italiana, un luogo dove regna l'artigianato della cucina. Il suo è uno stile estemporaneo, senza tempo, basato sul prodotto, sulla  ricerca e sulla precisione del dettaglio.
Dopo l'esperienza con Santin, La Palme D'or di Christian Wilier e Christian Sinicropi mi ha insegnato l'aspetto professionale del lavoro: grande organizzazione, disciplina e autodisciplina unite alla tecnica e al metodo.
Poi è arrivato Carlo Cracco. Nel 2001, quando ha aperto Peck, ha dato vita ad uno di quei ristoranti che diventano una calamita per chi vuole sperimentare e non ho potuto fare a meno di andare lavorare con lui. Sento grande sintonia con Carlo anche perché i nostri due percorsi sono molto similari: siamo stati in Francia entrambi, abbiamo preso la prima stella in Piemonte (io a Cuneo e lui in provincia di Cuneo) e poi siamo arrivati a Milano (io 10 anni dopo di lui).

Lavorare in realtà così importanti mi ha aiutato a confermare le mie idee e il mio stile perché, anche se mi trovavo all’interno di grandi brigate e seguivo con attenzione le indicazioni dello chef, ho sempre sviluppato una mia visione di cucina.

Al Ristorante Trussardi alla Scala è arrivata la vera svolta grazie alla possibilità di gestire una location impostata come quelle francesi e una grande brigata sia di sala che di cucina: siamo un gruppo affiatato e viviamo proiettati nel futuro.

Il mondo di Trussardi è costituito da tante anime che si compenetrano: prima di tutto la moda, ma anche l’arte e la proposta culinaria. Come influiscono moda e arte sul suo lavoro?
Con il gruppo Trussardi è nata da subito una sinergia naturale prima di tutto perché il lavoro di entrambi è sempre stato incentrato sul Made in Italy poi perché, proprio come loro, io sono continuamente alla ricerca della materia, dell’essenzialità, dell’eleganza.

ORATA, ORO, GINGER E ZAFFERANO
Inoltre, vivere e lavorare in una location che parla di alta moda, di arte e di lifestyle mi da' continui spunti per la mia cucina e per i miei piatti. 

Mi sento molto fortunato perché faccio parte di un mondo variegato che mi permette di sviluppare al meglio il mio talento e soprattutto di un marchio che crede nei giovani: una scelta che rende Trussardi una maison veramente all’avanguardia.

Tradizione sperimentale, ricerca di ingredienti di grande qualità, ma soprattutto sostanza e concretezza: sono questi i segreti del suo successo?
Un ristorante di grande livello deve essere solido e trasmettere concretezza, infatti per noi e’ importante impostare una comunicazione allineata con la nostra realtà di ogni giorno. Ti faccio un esempio, una qualsiasi foto pubblicata su una rivista mostra la stessa pietanza che gustano i nostri clienti. 

Concretezza significa anche che la nostra cucina parla di italianità, avanguardia e sperimentazione, propone piatti eleganti da vedere, ma la vera ricerca rimane quella sul gusto quindi sulla sostanza!

Domenica 9 febbraio preparera' una cena in collaborazione con due chef che operano in Thailandia: quanto è importante per uno chef italiano aprirsi alle culture gastronomiche estere? 
Incontrare i colleghi del mondo è importante perché crea un network che può aiutare il Made in Italy a farsi conoscere e progredire nel modo corretto. E’ bello scoprire ingredienti di altre nazioni, io amo le spezie, le verdure, i profumi freschi (le radici) e la loro presenza mi può aiutare e dare un twist diverso al piatto, ma le utilizzo sempre in funzione della cucina italiana.

Ho una visione per il futuro: tutti i paesi che stanno facendo cucina d'avanguardia ci stanno influenzando, abbiamo vissuto la cucina molecolare (che ci ha portato innumerevoli benefici tecnici), poi quella nordica, fra qualche anno vorrei vedere i giovani cuochi italiani influenzare il resto del mondo, con idee nuove e sperimentali, ma sempre Made in Italy.

Ci sono ricette che hanno il potere di raccontare una storia: che storia racconta la ricetta, da lei ideata, alla quale è maggiormente affezionato?
Il Fegato Grasso all’Italiana non e’ solo un piatto che piace molto, ma ha anche una storia che racconta i miei ricordi, la mia idea di cucina e la condivisione con i ragazzi che lavorano con me. La scintilla e' scattata una domenica di anni fa' quando lavoravo per Santin e stavo preparando il suo budino di fegatini chiari. La ricetta e’ stata poi sviluppata con i ragazzi della mia brigata di Cuneo e ancora oggi cerchiamo sempre di aggiornarla nel gusto per farla parlare di tradizione anche se e’ un abbinamento all’avanguardia (fegato e cioccolato).

Questo piatto e' in continua evoluzione perché racconta anche le storie di chi lo ha gustato. Il bello è che ogni parte d’Italia, ogni paese, ogni casa ha un suo modo di concepire la tradizione culinaria e quando discuto del piatto con le persone sedute al ristorante rievocano per me le loro memorie e mi parlano della propria esperienza. Questo scambio con i miei clienti mi aiuta a raccogliere spunti, idee e informazioni per poter continuare a sviluppare la tradizione.

Le piace il cinema? Che ricetta assocerebbe al suo film preferito?
Uno dei miei film preferiti è Scarface! Al protagonista offrirei l’insalata di pasta perche’ parla di italianità, ma non e' una pasta al pomodoro tradizionale: il tagliolino e’ tiepido ed e’ accompagnato da una concentrazione di carota e pompelmo acida per avere la maggiore percezione al palato. Perfetta per lui!

Il cibo ha sedotto il mondo non solo nei migliori ristoranti, ma anche in TV e al cinema, lei come vede questa tendenza?
Da un certo punto di vista è utile perché avvicina il grande pubblico all’alta cucina. Dal punto di vista professionale, pero', è una tendenza pericolosa perché oggi i giovani sono alla ricerca solo della visibilità. Si deve capire che il nostro mestiere e’ fatto di esperienze, di bagaglio culturale, di studio e di sacrifico non di visibilitàda quando si inizia a lavorare come cuoco a quando si arriva in televisione c’e’ un percorso infinito (non ancora finito).

Ci può regalare una ricetta presente sul suo menù…magari quello proposto per la sera di San Valentino?
Gamberi viola, mandorla e insalata di rosa: serviamo gamberi di Santa Margherita crudi con una piccola gelatina di acqua di rose, mandorle idratate nel latte di mandorla, crema di latte di mandorle e una spuma di mandorla con un’insalata di petali di rosa.

Sembra difficile da preparare ma, secondo me, potete provare. I gamberi sono crudi, per la gelatina di acqua di rosa preparate una semplice gelatina (noi la facciamo con un’alga rossa che ci permette di lavorarla anche a temperature più elevate), pulite le mandorle e mettetele ad idratare una notte nel latte di mandorla, per la spuma di mandorla lasciate macerare altre mandorle nell’acqua per una notte, poi frullate, filtrate e sifonate, la crema e’ un latte di mandorla cotto e legato con una base di gelatina. Struttura, dolcezza e freschezza per un San Valentino molto romantico!

n.d.r: per le foto dobbiamo aspettare dopo il 14 febbraio :)