domenica 3 luglio 2016

BIG NEWS: SU SKILLSHARE TROVATE IL MIO VIDEO TUTORIAL "COOKING FOR YOUR DATE"


Oggi e' andata in onda l'ultima puntata di questa stagione di "Guido al Cinema" su Radio Deejay, ma questa estate non me ne staro' con le mani in mano perche' sono diventata una delle nuove insegnanti del sito americano SKILLSHARE e ho appena caricato la mia prima lezione, "Cooking for Your Date: Italian Easy and Fun Three-Course Menu".

SKILLSHARE e' una comunita' di e-learning attraverso la quale si possono condividere le proprie passioni e le proprie specifiche capacita' attraverso delle video lezioni in modo che tutti gli utenti iscritti (al momento sono quasi 2 milioni) possano  guardarle e migliorarsi imparando.

Oltre ad abbinare ricette a serie televisive e film, come ho sempre fatto per la mia rubrica CALDE DELIZIE all'interno di Guido al Cinema, ho sempre avuto la curiosita' di trovare le ricette perfette per diverse occasioni romantiche. 

Il mio scopo principale e' sempre stato, e sara' sempre, quello di consigliare piatti ad effetto ma anche molto semplici e veloci da cucinare in modo da lasciarvi tutto il tempo del mondo per preparare la tavola e voi stessi prima dell'appuntamento.

Sono davvero emozionata che una piattaforma come SKILLSHARE mi abbia dato la fantastica opportunita' di condividere le mie ricette. Nella prima lezione "COOKING FOR YOUR DATE" ho creato un menu' all'insegna del FORZA ITALIA caratterizzato dai colori VERDE, BIANCO E ROSSO. Per visionarla e iscriversi gratis per un tempo limitato basta cliccare su questo link, pero' dovete fare in fretta perche' solo le PRIME 25 PERSONE che si iscriveranno potranno farlo GRATIS. Basta cliccare sul bottono "ENROLL FOR FREE" sotto il video e dopo il sign up selezionare la FREE subscription.

L'antipasto che propongo e' una "CAPRESE, CON MOUSSE DI MOZZARELLA E PESTO"
SKILLSHARE, infatti, e' una piattaforma a pagamento, ma considerando che la mia lezione e' nuovissima ho la possibilita' di darle un maggior risalto e di coinvolgere i miei lettori piu' affezionati con questa promozione. NON TEMETE, se non sarete tra i primi 25 potrete comunque accedere in prova per 3 mesi a soli 0,99 centesimi.  

Tutti gli iscritti hanno a disposizione migliaia di video dai quali possono imparare gli skills piu' vari, come montare un video su i-movie, ottimizzare il proprio blog, scrivere un racconto, fare faville su Istagram, disegnare un ricettario a mano, preparare i macarons perfetti.

Il primo piatto e' una PASTA ALLA VODKA CON SALMONE
Vi aspetto su SKILLSHARE con il mio menu per una serata romantica e presto anche con altre nuove e divertenti ricette.

Il dessert e' un TIRAMISU' ALLE FRAGOLE

domenica 26 giugno 2016

SMOOTHIE PROTEICO DI FRUTTA E VERDURA PER I GENI DI "SILICON VALLEY"

Che ce ne rendiamo conto o no,  siamo circondati da mutlimilionari! Sul cellulare abbiamo scaricato app che hanno reso i loro creatori ricchissimi e gli stessi device e sistemi operativi che usiamo tutti i giorni per lavoro o divertimento provengono dalla mente geniale di programmatori che navigano nell'oro. Parte del loro successo sta nell'essere basati nel cuore della mecca hi-tech, la Silicon Valley.

Either we know it or not, we are surrounded by millionaires! On our mobile we downloaded apps that made their creators super rich and the devices and OS themselves that we use every day for work or fun come from the genius mind of programmers that surf in gold. Part of their success is to be based in the heart of hi-tech mecca, Silicon Valley.

La verita' e' che dal momento in cui si ha un'idea rivoluzionaria a quello in cui il nostro conto in banca supera i 6,7 o 8 zeri il viaggio e' lungo e tortuoso nonche' poplato da squali che vogliono mettere le fauci sulla nostra invenzione. Lo sa molto bene, Richard, il protagonista della divertente sitcom Silicon Valley la cui terza stagione ritorna ogni mercoledi' su Sky Atlantic.

The truth if that from the moment we have a revolutionary idea to the one we find millions in our bank account, the path is long, devious and populated with sharks that want to eat up our invention. Richard, the protagonist of the funny sitcom Silicon Valley knows it very well.

Richard e' il creatore di un super efficiente algoritmo di compressione che ha la capacita' di ridurre i file di grandi dimensioni in brevissimo tempo e senza ridurne anche la qualita': un vero Santo Graal in un mondo dove tutti i nostri computer, tablet e cellulari sono ingolfati da video e file musicali troppo pensanti.

Richard is the creator of a super efficient compression algorithm that can downsize files real fast and without losing quality: a Saint Graal for a world full of computer, tablets and mobiles engulfed with crazy heavy video and audio files.

Questa sua invenzione avrebbe dovuto portare lui e il suo sgangherato team di collaboratori a fondare velocemente un'azienda di successo e a monetizzare, ma nelle prime due stagioni della serie gli ostacoli sono stati quasi insormontabili. Inoltre lo stesso Richard pur essendo molto dotato per la tecnologia, non ha il minimo fiuto per il business e questo complica ulteriormente le cose!

His invention should have brought him and his rickety group of friends/collaborators to establish in a short time a successful enterprise and monetize, but they found obstacles almost to big to overcome...moreover even if Richard is a tech genius, he does not appear to be also business savvy.

Naturalmente continueranno a lottare come tutti i loro "colleghi" della Silicon Valley che ancora non hanno sfondato. E considerando che tra un algoritmo e l'altro i programmatori fanno fatica a trovare il tempo di mangiare e preferiscono bere frullati proteici ho trovato per loro una fantastica ricetta di uno SMOOTHIE RICCO DI PROTEINE A BASE DI FRUTTA E VERDURA: li sosterra' nel corso delle loro fatice ed e' pure molto rinfrescante.

Of course they will keep fighting just like all his Silicom Valley's "colleagues" that have not made it yet. And since in between an algorithm and the other the programmers don't find the time to eat and prefer protein smoothies I found for them a fantastic recipe with fruits and vegetables: it will sustain them in their efforts and it is also very refreshing.

PS: e' perfetto sia che lo vogliate gustare mentre ideate il prossimo Facebook o AirBnb sia che ve lo beviate in spiaggia sotto l'ombrellone!

PS: it's perfect both for drinking while creating the next Facebook and AirBnb or for relaxing on the beach!

Ingredienti: 1/2 bicchiere di succo di pompelmo, 1 mela grande, 1/2 banana congelata, 1/2 mango congelato, 50 gr di cavolo, 1 cetriolo, 1 gambo di sedano, 2 cucchiai di latte di mandorla, cubetti di ghiaccio.

Ingredients: 1/2 glass of grapefruit juice, 1 big apple, 1/2 frozen banana, 1/2 frozen mango, 3 ounces of kale, 1 cucumber, 1 celery stick, 2 spoons of almond's milk, ice cubes.

Mettete in freezer la banana e il mango la sera prima dopo aver tolto la pelle. 

Put banana and mango in the freezer the night before after taking the skin off.

Spelate e tagliate la mela e il cetriolo, frullate tutto insieme e decorate con una rondella di cetriolo e, se volete, qualche foglia di menta. Io me lo gusto mentre lavoro sul mio blog come una futura icona della Silicon Valley :) 

Cut into pieces apple, cucumber, celery and kale and blend until smooth. Decorate with a cucumber's slice and a few mint leaves if you want. I'm drinking it while working on my blog as a future Silicon Valley's icon :)


giovedì 23 giugno 2016

"KIKI & I SEGRETI DEL SESSO" TRA FICHI, COCOMERI ED ECCITANTI VEGETALI

Chi di voi non ha mai avuto una piccola perversione?! 

Come pensavo :)

Se volete conoscere anche quelle degli altri andate al cinema a vedere il film spagnolo Kiki i segreti del sesso. Una commedia divertente e provocante, campione d’incassi in Spagna, che rompe ogni tabù e vi farà morire dal ridere! 

La trama racconta i segreti di cinque storie d’amore e di bizzarre fantasie sessuali. 

Una donna è affetta da Dacrifilia, si eccita vedendo il partner che piange. Un’altra prova piacere quando sfiora dei soffici tessuti, EfefiliaUn uomo invece è affetto da Sonnofilia: ha strani desideri mentre la moglie dorme. 

Una ragazza dopo aver provato la Dendrofilia,  ovvero l'eccitazione per le piante, scopre durante un'aggressione di soffrire di Arpaxofilia, raggiunge l’orgasmo quando viene derubata. 

Poi c'e' la coppia sposata da tempo che cerca in ogni modo di riaccendere la passione. Nel pieno della loro ricerca, sperimentano la Erotolalia, la Urofilia e il Fursuit, ma solo grazie ad un'amica, che scatena in loro desideri nascosti, capiranno che la loro migliore espressione sessuale e' Poliamore.

Il giovane regista Paco Leon, attore molto conosciuto in Spagna che ha gia' firmato altre due pellicole, interpreta il ruolo del marito insoddisfatto nel film e ha da subito apprezzato la sceneggiatura che gli era stata proposta:

Kiki & i segreti del sesso è una commedia dove il sesso viene trattato in una maniera originale, spregiudicata, divertente e romantica, perché credo fermamente che il sesso continui ad essere il miglior modo di fare l’amore” 

Davvero divertentissime le scene riguardanti il cibo, inserite dal regista per sottolineare quanto la tensione sessuali e le passioni si possono esprimere mangiando. 


E allora il segnale di un'attrazione viene trasmesso assaggiando un morbido fico, gustando un succoso cocomero o separando con la punta delle dita uno spicchio di arancio. In piu' se inavvertitamente scoprite di assere affetti da Dendrofilia e di eccitarvi con piante e vegetali....chissa' che ricette appassionanti inventerete! 



domenica 12 giugno 2016

QUICHE DI PORRI E MAIS PER LE RAGAZZE IN "ORANGE IS THE NEW BLACK"


E' arrivato il momento di fare un po' di spazio! 

Time has come to make some space!

Noi, super fan di ORANGE IS THE NEW BLACK, dopo un anno passato in attesa della quarta stagione dovremo fare spazio nella nostra agenda e ritagliarci quelle oltre 10 ore di visione ossessiva compulsiva appena sara' caricata su Netflix e su Infinty da venerdi' 17. 

We, the super fans of  ORANGE IS THE NEW BLACK, after one year spent waiting for the fourth season will have to make space in our daily schedule for those 10 plus hours of obsessive compulsive vision as soon as it is uploaded on Netflix on Friday the 17th.

Le nostre adorate protagoniste allo stesso tempo dovranno fare spazio nei loro dormitori e in ogni angolo della prigione per le nuove numerosissime arrivate e cambieranno tutte le regole che ormai avevano definito lo status quo.

Our beloved protagonists, at the same time, will have to make space in their dorms and in every single corner of the prison for the far too many new comers that will change all rules set in the previous status quo.

Uno status quo che ci ha appassionato e abiamo imparato a conoscere attraverso gli occhi della protagonista Piper, una donna borghese che per un errore di valutazione e su richiesta della sua amante ha commesso un crimine isolato, e per questo e' stata condannata a quindici mesi da scontare  all'interno della prigione di basso contenimento di Litchfield. Lei e le sue carismatiche compagne di prigione hanno costruito per noi in questi tre anni un mondo complesso, pieno di sfaccettature che narrano di vita vissuta e non si appoggiano sui soliti stereotipi. 

A status quo that enthralled us and that we learnt to love through the eyes of the protagonist Piper, a bourgeois woman that for a big evaluation mistake and after the request of a former girlfriend committed an isolated crime, has been sentenced fifteen months in the minimum security prison of Litchfield. Piper and the other charismatic inmates built for us a complex world, full of facets that talk about real life and don't lean on the usual stereotypes.

La "realta'" delle loro esperienze e relazioni, mescolata alla assoluta bravura delle attrici principali, tra le quali spicca la pluripremiata per il ruolo di Occhi Pazzi Uzo Aduba, e condita dalla decisione di affrontare temi poco "pop" come l'omosessualita' femminile tanto quanto di affidare il ruolo di una carcerata transgender ad un'attrice transgender (per la prima volta nella TV americana) ha permesso a questa serie di uscire dalla nicchia e l'ha elevata ad un livello superiore e alla visibilita' internazionale che si merita.

The truth of their experiences and relationships, mixed with the absolute talent of the leading actresses among which stands Uzo Aduba, awarded for the role of Crazy Eyes, and seasoned with the decision to deal with "not-pop" themes like female homosexuality as much as to hire a transgender actress for the role of a transgender inmate (first time in US TV) gave the possibility to this series to exit the niche and elevated it to a higher level and to the international visibility that it deserves.

Personalmente apprezzo anche la grande passione per la cucina di alcuni tra i personaggi piu' amati e tutti i temi culinari sfruttati. Ho copiato la ricetta che vi propongo oggi da un episodio della terza stagione e spero che la vogliate preparare per "cibarvi" in quelle 10 e piu' ore di visione che vi aspettano e magari anche nei prossimi mesi quando sarete in crisi di astinenza da OITNB e in attesa della quinta stagione, gia' commissionata con la sesta e la settima!

Personally I also appreciate the passion for cooking of some of the most loved characters and all the culinary themes infused in the story. I copied the recipe I'm proposing today from an episode of the third season and I hope you'll use it to "feed' yourselves during those 10 plus hours of watching awaiting you and perhaps also in the next months when you'll be craving for the fifth season of OITNB which has been already commissioned such as the sixth and the seventh.

Ecco la ricetta di Red della QUICHE DI PORRI E MAIS colti nell'orto di Litchfield, ma vanno bene anche quelli del vostro fruttivendolo ;)

Here is Red's recipe of QUICHE WITH LEAKS AND CORN directly from Litchfield's vegetable garden.

Ingredienti: pasta brisee 400gr di farina 00, 170gr di burro, 10 cucchiai di acqua ghiacciata, sale. Ripieno 1 pannocchia precotta, 2 porri, 4 cucchiai di panna, 4 uova, 70gr di formaggio cheddar, burro, sale, pepe. Foglie di salvia, olio di semi.

Ingredients: pie crust 2 cups of flour, 12 spoons of butter, 10 spoons of iced water, salt. Filling 1 corn cob, 2 leeks, 4 spoons of heavy cream, 4 eggs, 2 ounces of grated cheddar cheese, butter, salt and pepper. Sage leaves, seed oil.

Io procedero' con la preparazione esattamente come farebbe Red a Litchfield, ma voi, per la base, potete usare anche una pasta preconfezionata e passare direttamente alla parte della ricetta che descrive il ripieno.

I'll proceed with the preparation just like Red would do, but you can also use a packaged pie crust and skip to the filling part of the recipe.

Per essere sicuri di preparare un impasto perfetto tagliate a cubetti il burro e mettetelo in freezer per trenta minuti con la farina, l'acqua e la lama del mixer. Questo perche' la bassa temperatura aiuta ad amalgamare al meglio il burro con la farina, pertanto cercate di usare il meno possibile le mani per impastare perche' il loro calore puo' sciogliere il burro.

To be sure to prepare a perfect dough cut the butter into cubes and put it in the freezer for thirty minutes with flour, water and the mixer's blade. 

In un mixer mescolate per circa 30 secondi la farina con il sale e il burro, l'impasto rimarra' molto farinoso anche quando avrete aggiunto 4 cucchiai di acqua alla volta. Trasferite con un cucchiaio l'impasto in un sacchetto di plastica e lavoratelo con le mani in modo da creare una pallina (vedi foto).

Mix for thirty seconds flour, salt and butter then start adding four spoons of iced water. Check the consistency (which will always look like flour with cold and hard pieces of butter) then keep adding water till when you pinch some of it it will stick together. It depends on the flour and butter you used, but it should take 10 spoons overall. Trying not to touch the flour with your hands to much, because it will melt the butter, spoon it in a bag and work it till it becomes a ball (see the pic).

Mettete in frigo per almeno un'ora. Prima di tirare l'impasto lasciatelo riposare fuori dal frigo per una ventina di minuti.

Put in the fridge for at least an hour and before rolling it let it rest out of the fridge for twenty minutes.

Affettate finemente il porro e fatelo appassire in padella con una noce di burro, poi con un coltello tagliate il mais dalla pannocchia e mescolate il tutto in una terrina con sale e pepe.

Slice the leak and sauté it in butter till it softens, then cut the corn out of the cob after you cooked it. Mix everything together.

Sbattete le uova con la panna e il cheddar cheese grattugiato o spezzettato e condite a piacere poi aggiungete anche le verdure.

Beat the eggs with the heavy cream and the grated cheddar cheese then add also the vegetables and season with salt and pepper.

Tirate la pasta, posizionatela una terrina da forno imburrata o foderata con carta forno, versate il ripieno e infornate a 180 gradi per 30-35 minuti.

Roll the pie crust and put it in a buttered pie shell, pour the filling and bake it at 400 F for 30-35 minutes.

Per friggere la salvia usate olio di semi molto caldo.

To fry the sage leaves use hot seed oil.

Sentitevi LIBERI di variare le verdure in base a quelle che trovate nell'orto....della prigione :)

Feel FREE to change the vegetables based on the ones you find!

domenica 29 maggio 2016

THEO TRAVERS CI SVELA I SEGRETI DELLA WRITERS' ROOM DI UNA SERIE TV

Non posso che essere super fiera del mio blog questa settimana: dopo aver analizzato il  libro Totally Lost insieme al suo autore Mauro de Marco ho avuto la grande opportunita' di intervistare THEO TRAVERS, uno degli sceneggiatori del serial americano HOUSE OF LIES.

Theo e' stato cosi' generoso da aprirci porte della writers' room, ovvero la fatidica sala conferenze dove si riuniscono gli autori di una serie quando pongono le basi di una nuova stagione, e da condividere le esperienze che l'hanno portato ad essere uno sceneggiatore di successo nel competitivo show biz losangelesiano.

Non vi rubo altro tempo perche' sono sicura che non vediate l'ora di conoscerlo meglio!

Parlaci di te: quali sono le tre esperienze che ti hanno portato a questo punto della tua carriera?
Sono nato a Chicago, figlio di una musicista classica e di un meccanico di aerei militari. Entrambe le carriere dei miei genitori mi hanno influenzato a diventare uno scrittore. Infatti, anche se uno sceneggiatore ha bisogno di un profonda capacita' creativa, deve anche comprendere le restrizioni di budget e di tempo e tutti gli aspetti della produzione televisiva. E' un po' come comporre un opera e aggiustare un motore allo stesso tempo!

Inoltre, sono stato fortunato ad aver scoperto un interesse nei confronti della sceneggiatura quando ero molto giovane perche' non avevo la minima idea che ci sarebbero volute 2 decadi per "farcela". Ho cominciato a scrivere video fin dalle superiori, poi ho visto che nei crediti del film "Boyz N the Hood" il filmmaker John Singleton ringraziava il Filmic Writing Program dell'Universita della California del Sud (USC) e la cosa mi colpi' come un fulmine. Non avevo proprio immaginato che si potesse andare a scuola per studiare come fare i film! Tutto questo, naturalmente, accadeva nei Tempi Oscuri del P.I. (Prima di Internet) e la scoperta fu per me un momento fondamentale, perche' ha reso un progetto tangibile quello che poteva sembrare solamente un sogno. Ho fatto di tutto per alzare i miei voti per poter fare domanda nelle universita' piu' prestigione e, alla fine, anche se ero stato accettato alla USC ho deciso di iscrivermi alla New York University perche' sapevo che vivere nella Grande Mela avrebbe acceso il mio cervello all'ennesima potenza.

La seconda cosa che ho fatto per supportare la mia carriera e' stato, stranamente, prendere un'altra strada. Dopo anni vissuti a New York tentando di sfondare come scrittore sono tornato a casa in Georgia. Non mi stavo dando per vinto, ma semplicemente mi sono dato la possibilita' di chiarirmi le idee, di risparmiare dei soldi e di cercare un approccio differente perche', evidentemente, quello che stavo facendo non era giusto! Il cambiamento di scenario mi ha dato l'opportunita' di fare un lavoro che probabilmente non avrei potuto fare da nessun'altra parte -- il news reporter nella stazione televisiva che mi aveva accolto come stagista quando ero alle superiori o nelle pause universitarie. E' venuto fuori che i direttori di TG cercano esattamente la stessa cosa dei produttori di Hollywood: una buona storia. In tre anni sono stato catapultato in un mondo diverso, ho vinto alcuni premi giornalistici, ho affinato le mie capacita' di scrittore dovendo cercare contenuti ogni giorno con una deadline molto stretta, ho imparato moltissimo da un diverso gruppo di persone e a volte mi divertivo talmente tanto che perdevo di vista quale era il mio scopo finale.

Il che mi porta alla terza cosa giusta che ho fatto per me stesso e la mia carriera: trasferirmi a Los Angeles. La maggior parte delle decisioni creative cinematografiche e televisive sono prese qui. Tutti i network televisivi, le majors, le case di produzione e le agenzie di talenti agiscono in un raggio di 12 miglia e la maggior parte delle persone che ci lavora vive ad LA. Certo puoi scrivere ovunque, girare un film indipendente, vincere festival e magari ottenere una certa popolarita', ma prima o poi sarai chiamato per un meeting e quel meeting sara' fissato a Los Angeles! Ho deciso di ridurre le distanze e venire alla fonte e la cosa meravigliosa e' che ho scoperto che adoro vivere qui: non c'e' niente di meglio che avere il sole tutto l'anno.

"House of Lies", la serie TV che hai sceneggiato per 5 anni e' stata mandata in onda anche in Italia sulla piattaforma Sky. Raccontaci da dove siete partiti per scrivere la trama.
House of Lies incarna la satira sovversiva americana al proprio massimo e, allo stesso tempo, e' un baccanale ambientato nel mondo del managment consulting. Pensa ad "Una Notte da Leoni" delle commedie "da ufficio"! E' volgare, e' sporca, e' bruciantemente onesta. Don Cheadle e Kristen Bell sono Marty Kaan e Jeannie Van Der Hooven, due delle moltissime persone assunte dalle grandi societa' per risolvere i loro problemi di gestione. Spesso "risolvere" significa licenziare un'intera porzione dell'azienda o cacciare un CEO portaguai con uno stipendio stellare. Il creatore dello show Matthew Carnahan, come molte persone si era infuriato per via del comportamento sconsiderato tenuto dalle corporations e dalle banche che ci ha condotto alla crisi finanziaria del 2008. E questa era la sua risposta creativa per riprendersi da una recessione nella quale si troviamo ancora. Gli eroi di House of Lies riflettono le parti piu' cinice di noi stessi e i clienti che loro spennano sono ancora peggio, questo ci rende piu' facile tifare per loro.


Sono cusiosissima (come immagino i miei lettori) di sapere cosa succede nella writers' room quando si pongono le basi di una nuova stagione di una serie TV: qual'era il processo creativo del tuo team e come veniva diviso il lavoro? (siamo anche interessati a sapere come vi organizzate per il pranzo :)
Ti diro' un segreto: non succede assolutamente nulla nella "writers' room" prima che tutti si siano serviti il caffe' e si sia deciso cosa mangiare per pranzo. Dico sul serio! Puo' passare un'ora intera sull'argomento cibo prima che si possa cominciare a lavorare.

Naturalmente ogni serie e' diversa. Il nostro gruppo di sceneggiatori era composto da 5 persone. Ci incontravamo tutti i giorni dalle 10 alle 17 in una stanza con un tavolo al centro e un gran numero di lavagne bianche tutte intorno. Cominciavamo il lavoro raccontandoci esperienze personali, idee che avevamo sulla serie, e a volte lasciando divagare la mente anche su argomenti che non avevano nulla a che fare con la trama: era un'esperienza decisamente drenante sia dal punto emotivo che mentale (specialmente per l'assistente che doveva prendere appunti per distribuire un report giornaliero sui nostri progressi).

Una volta decisa la trama della stagione, discutevamo "per punti" i vari episodi tutti insieme, ovvero, definivamo la storia principale e il cambiamento a sui sarebbero stati sottoposti i personaggi. Ogni volta che trovavamo uno spunto che funzionava uno di noi si alzava e lo appuntava sulle lavagne in modo da avere sempre sottocchio tutte le questioni che dovevano essere al centro delle nostre sceneggiature. Una volta che tutto e' chiaro i produttori esecutivi assegnavano a se stessi o al resto dello staff le singole puntate. A quel punto ognuno di noi tornava nel proprio ufficio o a casa per scrivere le scalette e i dialoghi. Ci scambiavamo sempre le nostre impressioni sul lavoro prima di inviare al network (ndr l'emittente Showtime) gli script anche perche' una sceneggiatura televisiva e' un'opera in costante revisione partendo dalla produzione passando dai registi e spesso anche dagli attori quando cominciano le prove. E' un processo creativo molto divertente e organico.

Segui una particolare routine quando scrivi?
Certo, prima di tutto mi faccio prendere dal panico...poi mi dispero e poi, quando non c'e' piu' tempo per il panico, comincio a scrivere qualcosa che risulta abbastanza buono. A quel punto ho qualcosa su cui lavorare e lo perfeziono. Di solito preferisco scrivere la mattina (dopo il caffe') o la sera tardi quando non ho distrazioni. Quando non ho deadline troppo vicine scrivo a mano su un blocco, cosa che trovo meno inquitante del cursore che del computer che mi guarda mentre tento di concentrarmi.

Anche se l'esperienza di House of Lies e' finita, sono sicura che tu abbia molti altri progetti sui quali stai lavorando. Dove trovi l'ispirazione? La vita reale, il tuo background di giornalista, libri, film, tv...la tua creativita'?
Qualsiasi cosa puo' essere materiale grezzo per una storia. Chiunque sia o viva con uno scrittore lo sa molto bene. La scintilla di un'idea puo' venire dall'osservare uno spazio pubblico o dal leggere una frase in un libro. Ti confesso che io tengo una "banca" di idee, un file nel quale inserisco qualsiasi idea folle che mi venga per un film, serie TV o per un personaggio interessante. Quando decido su che progetto lavorare, pero', tengo sempre a mente anche delle considerazioni di commerciabilita' e comunque cerco sempre di scrivere un pezzo che mostri le mie capacita' e il meglio di quello che possa o voglia fare. Mi piace scrivere dialoghi colloquiali e leggeri che rivelino molte piu' cose in cio' che non viene detto e sono molto "filmico" nel modo di immaginarmi le storie. Per questo tendo a raccontare piu' nella parte descrittiva della sceneggiatura e lasciare che i diloghi giochino contro cio' che viene visto.

Quale e' la tua serie preferita?
Il mio show preferito di sempre e' THE TWILIGHT ZONE. Penso che il creatore Rod Serling sia stato un vero precursore dei tempi parlando di questioni sociali attraverso parabole fantascientifiche. Anche solo sentire la sigla iniziale bastava ad inchiodarmi davanto allo schermo. Inoltre, il format antologico (molto in voga oggi) ci dava la possibilita' di vivere ogni volta un'esperienza diversa dando a ciascun episodio un tono unico e differente sia dal punto di vista della rilevanza sociale della trama che dell'intrattenimento. Adesso che ho esperienza di televisione provo ancora piu' rispetto per lo show, soprattutto per come gli sceneggiatori sono stati capaci di scrivere una tale quantita' di trame ispirate senza la convenienza dei mezzi teconologici moderni come le email o lo streaming digitale dei giornalieri. E' veramente scioccante.

Passiamo al cibo! Puoi condividere con noi la tua ricetta preferita e la storia che la caratterizza?
Mia madre lavorava moltissimo quando ero un bambino: insegnava a scuola, dava lezioni private di canto e di piano e suonava l'organo per la funzione in chiesa. Non aveva molto tempo da passare in cucina, quindi quando lo faceva era un vero regalo. Uno dei suoi piatti che amavo di piu' e la CHEESECAKE ALLA FRAGOLA. La faceva probabilmente una volta all'anno nel periodo di Natale e se, anche adesso, ho bisogno di qualcosa per tirarmi su di solito questa torta mi aiuta.

Ingredienti: per la base 300gr di biscotti friabili integrali, 180gr di burro freddo, 120gr di zucchero di canna. Per il ripieno 500gr di Philadelphia, 150gr di zucchero, 3 cucchiai di succo di limone, estratto di vaniglia, un pizzico di sale, 3 cucchiai di farina, 3 uova. Per la decorazione 300 ml di panna acida, 3 cucchiai di zucchero, 1/ cucchiaino di estratto di vaniglia, fragole intere, salsa ai frutti di bosco.

Preriscaldate il forno a 180 gradi e nel frattempo preparate la base. Spezzettate i bisotti e frullateli finemente in un mixer, poi aggiungere lo zucchero di canna e il burro tagliato a cubetti e continuate a mixare fino a che il tutto non si sia amalgamato. Foderate la tortiera con carta da forno e stendete il composto sulla base e sui lati per 2/3 centimetri. Cuocete in forno per 10 minuti, poi lasciate raffreddare e nel frattempo preparate il ripieno (PS non spegnete il forno).

Mescolate in una terrina la Philadelphia a temperatura ambiente, lo zucchero, il succo di limone, l'estratto di vaniglia e il sale. Continuando ad amalgamare il tutto aggiungete prima la farina poi le uova. Versate il ripieno nella teglia e infornate per 55 min fino a che la superficie non sia sollevata e un po' crepata ai lati. Fate raffreddare per 10 minuti e nel frattempo preparate la prima decorazione (PPS non spegnete il forno).

Mescolate in un'altra terrina la panna acida con lo zucchero e l'estratto di vaniglia. Stendetela con un cucchiaio su tutta la torta e infornate per 5 minuti fino a che non si rassodi. Ora potete spegnere il forno :) fate raffreddare la torta per una notte e il giorno dopo decoratela con le fragole intere e la salsa di frutti rossi.


SCREENPLAYER THEO TRAVERS SHARES HIS INSIGHTS ON WRITING FOR TV

I can't thank enough THEO TRAVERS for being so generous and sharing with us the secrets of a writers' room and some pieces of advice on how to make it as a screenwriter in the US.

And he knows all about it!

After graduating at the prestigious Tisch School of the Arts at NYU and winning awards as a TV reporter, he moved to Los Angeles and kept working on his craft till he landed a position as a writer on Showtime's HOUSE OF LIES, whose cast is led by Academy Award nominated and Golden Globe winning actor Don Cheadle.

If you are not impressed yet (which you should) keep reading....

Tell us something about yourself: which are the three experiences that brought you where you are right now professionally?
I was born in Chicago the son of a classically-trained musician and a military aircraft mechanic. Both of their influences have helped me to be a screenwriter. Naturally, one needs a deep well of creativity. But the tight budgetary concerns and time restrictions of making television require an understanding of all aspects of production and writing to it in some regards. It’s a bit like composing an opera and fixing a car at the same time.

I’m lucky that I discovered an interest in writing at an early age because I had no idea it would take nearly two decades to “break-in” to the industry. I started writing short fiction and shooting videos in high school for fun. One day, I saw filmmaker John Singleton thank University of Southern California’s Filmic Writing Program in the closing credits of his feature directorial debut, “Boyz N the Hood.” I thought, “people can go to school and study how to make movies?” It blew my mind. This was before the resource was widely known, in the dark ages known as B.I. (Before Internet). The discovery of film school alone was a pivotal shift for me. Suddenly this notion of writing for the screen went from a pipe dream to a tangible goal, in my head at least. It gave me a focus. And I poured every ounce of my energy toward bringing my grades up enough to get into one of these prestigious programs. I got accepted to USC, but ultimately decided to go to New York University instead. Studying and living in New York City set my brain on fire. Being surrounded by so many artists was inspiring. It also demystified the process of pursuing writing as a career.

The second biggest thing I did to help my career was, oddly, walking away from it. It gave me the space to decide if it was what I really wanted and the life experience I needed to follow-through once I did. After years of trying to break through as a writer in New York, I moved back home to Georgia. I wasn’t giving up exactly, but I needed a chance to regroup, save money, and come up with a different approach because what I was doing in my early twenties wasn’t working. That change of scenery allowed me an opportunity to do something I probably wouldn’t have been able to do anywhere else -- work as a television news reporter. The very station that allowed me to edit videos in high school, and run studio cameras during the summers I was in college, also gave me a shot at being a reporter. Turns out news directors are looking for the same thing Hollywood producers are - a good story. Within three years, I catapulted to a Top 50 U.S. market and picked up a few journalism awards along the way. I also cut my teeth as a writer by having to produce content every day on a tight deadline. I met, and learned from, so many interesting people in those years and discovered a lot about myself in that time too. I was having so much fun at times, I almost lost sight of what I originally set out to do.

Which leads me to the third best thing I did for myself: moved to Los Angeles. Most creative decisions about what U.S.-made movies or TV shows are made here. All the networks, studios, production companies and talent agencies operate within a 12-mile radius of each other. And a majority of the people that work there live in Los Angeles as well. Yes, you can write from anywhere. And you can make an indie film, get into a festival and garner attention that way. But eventually, you’ll be asked to take a meeting. And most likely, that meeting will be in Los Angeles. I decided to cut the middle-men out of the equation and come right to the source. Turns out, I love living here. You can't beat the sunny, warm weather year round.

The show you worked on, “House of Lies”, will be broadcast in Italy starting from its first season on the Sky platform. “Pitch” it to the Italian viewers: what will we love about it?
HOUSE OF LIES is subversive American satire at its best, a Dionysian romp through the world of management consulting. Think THE HANGOVER of office comedies. It’s vulgar, it’s dirty, it’s searingly honest. Don Cheadle and Kristen Bell star as Marty Kaan and Jeannie Van Der Hooven, two of many people hired by powerful corporations to fix internal problems. Often the “fix” involves laying off an entire portion of said company’s work force or booting a troublesome CEO out with a huge payday. Show creator Matthew Carnahan, like many people, was angry with the reckless greed of corporations and banks that led to the global financial crisis of 2008. This was, in many ways, his creative response to the recession we’re still trying to climb out of. The heroes of HOUSE OF LIES reflect the most cynical parts of ourselves. The clients they rip off are even worse, so it makes it easier for us to root for them.

All my readers are big fans of US TV series and (like myself) they are dying to know what happens in the writers’ room. What was your team’s creative process and the process for writing your own episodes? (we are also interested in the lunch arrangement!)
First of all, nothing ever gets done in a writers’ room until everyone has coffee and we’ve figured out what we’re doing for lunch. Seriously, a whole hour could go by before any work gets done. Every show is different. With HOUSE OF LIES, there were five writers on staff. We’d meet around 10am - 5pm, Monday through Friday. Comfortably seated around a conference table surrounded on all sides by white boards. We sit around, joke, pitch, share personal stories that sometimes pertain to what we’re discussing, sometimes not. It’s a very intimate and emotionally/mentally draining experience by the end of the day. Especially for the writers’ assistant who is transcribing our discussion for 8 hours like a court reporter. Later, he distributes those notes for us to look back to reference what was discussed.

As a staff, we “break” the season and each episode as a group. That essentially means we’re discussing the major story and character turns. We debate and discuss. Once we land on something that everyone thinks works, one of us will go up and write it on the white board. It helps to have it up to see when we’re going through story to make sure we’re paying off everything we’re setting up. Once we’ve figured out what’s going where, then the executive producers will assign themselves and other writers episodes. Then we’ll go away to our offices (or write from home) to crank out outlines and scripts. We give each other notes before sending to the network for their notes. And it’s constant revisions all the way up to production where material is often tweaked in on-set rehearsals. It’s all a very organic and fun creative process.

As for lunch, we usually order from restaurants nearby and have a working lunch, where we eat around the table together and continue discussing the show. (No siestas in the states sadly.) Our favorites included Bloom, PublicSchool, and East Borough

Do you have a specific routine you follow when you write?
Panic. Then panic some more. Then, with no more time left to panic, I write something that turns out half-bad. Then I go back in and make it better. I tend to prefer writing in the morning after coffee or late at night when there are fewer distractions. When time permits, I prefer to write longhand on a legal pad first. It's more comforting to me than seeing a cursor blinking back at me when I'm trying to brainstorm.

Even if the experience of House of Lies has finished, I’m sure you have exciting new projects you are working on. Where do you get your inspiration? Real life, your journalist’s background, books, films, tv…your own creative mind… 
Everything is fodder for story. Anyone who is, or lives with, a writer can attest to that. It could be an observation in a public space, or a line of prose in an essay I’ve read, that sparks an idea. I keep an idea bank actually, a file with every crazy idea I’ve come up with for a movie, TV show, or just an interesting character. When it comes to deciding a project to write, I often have some commercial considerations to make. Mostly it’s about making sure I write a sample that showcases the best of what I like to do. I enjoy sparse, conversational dialogue that reveals more in what’s not said than what is. I’m also very filmic in the way I imagine stories in my head. So I tend to tell as much of the story in moving images as I can, and let what’s said support or play against what you see.

What is your favorite TV show ever you would have loved to write for?
Probably my favorite show of all time is THE TWILIGHT ZONE. I thought creator Rod Serling was so ahead of his time addressing social issues as science fiction parables. The theme song alone was enough to draw me in. But the anthology format gave way to an entirely new experience with each episode, while providing tonally something uniquely its own thing, both relevant and entertaining. The writing was so sharp and usually gave way to a surprising twist at the end. Now that I’ve worked a bit in television I have so much more respect for the show. How they were able to produce such a high volume of inspired work without the modern convenience of say email or digital streaming dailies is mind-boggling.

As an experienced TV writer, how much do your think platforms like Netflix, Amazon, Hulu are changing the game?
The arrival of digital content aggregators-turned-studios, like Netflix, is as disruptive to TV as cable was to the big U.S. broadcasters in the 1980s. Maybe even more so, because consumers in the digital age are, in a way, becoming their own programmers -- picking and choosing what they want to watch, when they want to watch it. It’s an exciting time for creators because never before have there been so many platforms from which to launch. And now that the audience is more segmented, the demands for how far-reaching a show needs to be has narrowed a bit, allowing for even more unique characters and formats that may not have been made twenty or thirty years ago.  

Now comes the food! Can you tell us about your favorite recipe and the story that makes it special?
My mother worked a lot when I was a kid. She taught school, private voice and piano lessons, and played organ for church. She had little time to spend in the kitchen. So when she did, it was a treat. One of my favorite things she ever made was a GRAHAM-CRACKER CRUST STRAWBERRY CHEESECAKE. She probably made it once a year, around Christmas time. And if I ever need a pick-me-up, this does the trick:

Ingredients: For crust 20 whole graham cracker (10 ounces total), 3/4 cup unsalted butter, 1/2 cup packed golden brown sugar. For filling 4 8-ounce packages cream cheese, 1 3/4 cups sugar, 3 tablespoons fresh lemon juice, 2 1/2 teaspoons vanilla extract, pinch of salt, 3 tablespoons all purpose flour, 5 large eggs. For topping 2 cups sour cream, 3 tablespoons sugar, 1/2 teaspoon vanilla extract, 2 16-ounce baskets strawberries, 1 18-ounce jar raspberry jelly.
Make crust: Position rack in center of oven and preheat to 350°F. Wrap foil around outside of 10-inch-diameter springform pan with 3-inch-high sides. Combine broken graham crackers, chilled and diced butter and sugar in processor. Blend until crumbs begin to stick together. Press crumbs onto bottom and 2 3/4 inches up sides of springform pan. Bake crust 10 minutes. Transfer to rack and cool while preparing filling. Maintain oven temperature.

Make filling: Beat room temperature cream cheese, sugar, lemon juice, vanilla and salt in large bowl until very smooth. Beat in flour. Add eggs and beat just until blended. Pour batter into crust. Bake cheesecake until outer 2-inch edge of cake is puffed and slightly cracked, center is just set and top is brown in spots, about 55 minutes. Transfer cake to rack. Cool 10 minutes. Maintain oven temperature.

Make topping: Whisk sour cream, sugar and vanilla in medium bowl to blend. Spoon topping over cake, spreading to edge of pan. Bake until topping is just set, about 5 minutes. Remove from oven. Run knife between crust and pan. Chill overnight. Release pan sides from cheesecake. Arrange whole berries, points facing up, atop cheesecake; cover completely. Stir jelly in heavy small saucepan over medium-low heat until melted. Cool to barely lukewarm, about 5 minutes. Brush enough jelly over berries to glaze generously, allowing some to drip between berries. 

giovedì 26 maggio 2016

MAURO DE MARCO CI RIPORTA SULL'ISOLA CON "TOTALLY LOST"

Autore, scrittore e voce radiofonica di Radio Deejay, MAURO DE MARCO e' senza dubbio uno dei maggiori conoscitori di serie TV con il quale abbia avuto il piacere di conversare.

Non solo ha pubblicato quattro anni fa l'ebook TOTALLY LOST, una vera e propria opera "enciclopedica" sulla serie piu' analizzata del mondo, ma ha anche scritto il libro Timeline TV diviso in due volumi. Nel primo, uscito in versione digitale un paio di anni orsono, Mauro racconta la storia dei telefilm dagli albori della televisione fino ai Soprano, mentre nel secondo, gia' terminato e presto disponibile, parlera' della genesi di tutti gli show, ormai promossi all'accezione di "serie TV", dai Soprano ai giorni nostri.

Il suo primo ebook, TOTALLY LOST, ha avuto talmente tanto successo da attirare l'attenzione di Amazon che ha deciso di stampare anche la versione cartacea, acquistabile online da qualche settimana e prenotabile presso le vostre librerie di fiducia.

Naturalmente, io l'ho comprato e mi sono subito ricatapultata nei meandri dell'Isola: non potevo trovare guida migliore di Mauro! 

Come e' nato il progetto di Totally Lost?
In maniera assolutamente casuale: negli anni in cui la serie era in onda scrivevo dei post su facebook dando la mia personale interpretazione su quanto accadeva inclusa l'ultima puntata che ho spiegato in un commento lunghissimo.
Un mio amico che mi leggeva e aveva appena aperto una casa editrice per contenuti digitali (ndr area51 Publishing) mi ha suggerito l'idea di scrivere un intero libro su Lost. Di primo acchito gli ho riso in faccia! 
La verita' e' che mi sembrava un'impresa troppo complicata. Poi mi sono reso conto che moltissime persone non avevano compreso (o accettato) il finale, quindi mi sono detto: "Facciamo un libro dove includiamo tutto, ma proprio tutto: aneddoti, informazioni, dietro le quinte, esposizione dettagliata delle puntate...". Per terminarlo ci abbiamo messo un anno, soprattutto per completare la parte della descrizione dei vari episodi, ma ne e' valsa la pena perche' ora e' una miniera d'oro per chi vuole ributtarsi a capofitto sull'isola senza sentirsi completamente "perso".

Descrivici il tuo libro in 3 aggettivi.
Completo: abbiamo giocato, non a caso, sul titolo TOTALLY LOST. Soddisfacente: mi hanno reso veramente felice sia la riuscita che i feedback positivi sull'ebook di quattro anni fa e sulla novella versione cartacea. Sfizioso: sono andato a ricercare tutte le curiosita' possibili ed immaginabili. Per spiegare il nostro lavoro omaggiando il tuo blog si puo' dire che "abbiamo cucinato una pietanza molto gustosa per il palato degli amanti di Lost."

Avendo esaminato tutta la trama nei minimi dettagli, hai imparato qualcosa che gli autori volevano svelare solo a coloro che prestavano particolare attenzione?
Gli sceneggiatori hanno messo in campo diverse filosofie sulla condizione umana, soprattutto  sul libero arbitrio, rapportandole ai singoli personaggi (Desmond, Jack, Locke, Sawyer, Kate...incarnano ognuno un punto di vista differente), ma non hanno mai lasciato che una "verita'" filosofica prevalesse sull'altra.
Invece, dal punto di vista scientifico ho imparato davvero molto perche' gli autori hanno applicato alla trama delle teorie che ai piu' sembrano fantascienza, ma che, in realta', sono al centro di serissimi studi scientifici. Quella che mi ha affascinato di piu' e' l'ipotesi dell'esistenza di un "wormhole" che potrebbe permettere i viaggi nel tempo. E' denominato cosi' perche' si considera l'esempio del vermiciattolo che buca una mela e arriva all'altra estremita' creando un cunicolo e partendo dall'idea che il tempo abbia piu' dimensioni gli scienziati stanno cercando, appunto, un tunnel che ci possa portare da un'altra parte. Questo concetto viene semplificato e mostrato anche in Lost quando, nella quinta stagione, i protagonisti imbarcandosi su un volo aereo si infilano in un buco nello spazio.

Se avessi avuto a disposizione uno degli autori di Lost prima di aver messo il "punto" finale al tuo libro, cosa gli avresti chiesto?
Carlton Cuse con Horge Garcia (Hurley)
Tra tutti gli showrunner avrei conosciuto volentieri Carlton Cuse (uno dei fautori del successo di Arma Letale e ora autore del serial Bates Motel) e gli avrei chiesto un aneddoto su quello che accadeva nella writers' room e come hanno preso vita le storie che ci hanno tenuti incollati allo schermo.
Sulla trama, pero', avrei fatto solo i miei complimenti: io sono uno di quelli a cui e' piaciuto il modo in cui l'hanno chiusa, al contrario di altri che si sono lamentati a gran voce tramite internet e i social. Infatti, ci tengo a dire che il finale di Lost non e' stato cosi' controverso come sembra, il problema e' che i mezzi di informazione si sono fermati al malcontento degli utenti del web.

Mi porti a chiederti: quanto importante e' stata la rete per il successo di Lost?
I produttori hanno capito da subito che la rete sarebbe stato un mezzo potentissimo. Pensa che la serie che prima di Lost aveva raggiunto una grandissima popolarita' era stata X-Files e in quel caso la produzione si era impegnata a far bloccare tutti i siti internet che ne parlavano perche' non ne aveva capito le potenzialita'. Ebbene, Lost ha fatto esattamente il contrario: ha promosso al massimo la partecipazione attiva degli spettatori prima lasciando che nascesse una sorta di social network ante litteram che si chiamava "The Fuselage" dove gli appassionati si scambiavano idee sulle singole puntate, poi creando gli Alternate Reality Game (giochi legati alla trama della serie e caricati su siti appositi).
Negli anni la rete si e' sviluppata sempre di piu' e gli utenti hanno cominciato a sentirsi soggetto paritario con gli sceneggiatori esprimendosi molto apertamente sulle scelte narrative. Questo e' uno degli aspetti che ha caratterizzato Lost e che ora e' arrivato all'ennesima potenza in Italia con Gomorra e negli States con Il Trono di Spade.

Se ci fosse la' fuori qualcuno che non ha mai visto Lost...
La' fuori dove??? (ndr ride)

...consiglieresti di guardarlo anche adesso? (E poi leggere il tuo libro)
Voglio sottolineare che si puo' acquistare TOTALLY LOST solo se avete visto la serie. Comunque, indipendentemente dal libro, io consiglio di guardare Lost prima di tutto perche' e' ancora molto attuale dal punto di vista produttivo, basta vedere come il pilota girato 12 anni fa sia assolutamente all'altezza di prodotti contemporanei, inoltre perche' e' davvero quanto di meglio sia stato creato per la televisione generalista. Raramente abbiamo visto una serie mischiare la fantascienza, l'azione, la storia d'amore, l'approfondimento psicologico e la cultura e cio' e' stato fatto perche' gli autori hanno voluto osare mettendoci dentro tutto l'impossibile...al quale poi hanno dovuto dare una spiegazione!

C'e' una serie che, secondo te, potra' entrare nell'immaginario quanto Lost?
Dal punto di vista della complessita' narrativa, l'affezione del pubblico e il rapporto con la rete Il Trono di Spade ricorda molto Lost. Mi spingo oltre: penso che il successo de Il Trono di Spade sia dovuto anche al fatto che un tempo ci siano state serie come Lost che hanno reso il tentativo di complessita' una cifra stilistica.

Come sei riuscito ad abbandonare l'Isola, dopo sei anni di serie e una di redazione del libro?
Quando ho finito TOTALLY LOST per un anno non ho voluto piu' saperne! Questo perche' per la seconda parte del libro, dove troverete una guida agli episodi densa di particolari, non ho fatto altro che mettere nel computer i dvd e raccontare le scene: ho visto tutte le puntate infinite volte in italiano e in inglese....e non e' consigliabile :)


Grazie Mauro! E', invece, decisamente consigliabile comprare il tuo TOTALLY LOST. 

Io l'ho letto d'un fiato e mi sono ricordata quanto importante e totalizzante sia stata questa serie per me quando era in onda, percio' non ho potuto fare a meno di cercare una ricetta che la rappresentasse. Certo, potevo scegliere il pesce e i ricci di mare che pescava Jin, un'insalata di frutta come quella preparata da Charlie per Claire, una pietanza a base di burro d'arachidi cosi' agognato da Hurley da fargli inimicare gli altri naufraghi, oppure, una qualsiasi pietanza tipicamente americana conservata nelle scatolette della Dharma Initiative, ma.... chissa' perche' ho ritrovato questo video....


...e mi sono messa a infornare DHARMA FISH BISCUITS!


Ingredienti: 350gr di farina 00, 1 cucchiaino di bicarbonato, 1/2 cucchiaino di sale, 120gr di burro, scorza di limone, 100gr di zucchero, 25gr di zucchero a velo, 1 uovo, colorante giallo e rosso.

Setacciate la farina con il bicarbonato e il sale. Montate nella planetaria il burro con la scorza di limone e, una volta spumoso, aggiungete anche lo zucchero semolato e lo zucchero a velo. Continuate a mescolare ad alta velocita' ed aggiungete anche l'uovo e i due coloranti in parti uguali per ottenere un colore salmone.

Incorporate la farina ed impastate. Create con l'impasto due dischi della grandezza di una mano che metterete in frigo per almeno 4 ore, nel frattempo scaricate il template che e' stato creato da una mia collega blogger per ritagliare i biscotti a forma di pesce.

Trascorse le 4 ore, riscaldate il forno a 150 gradi, stendete (molto in fretta perche' l'impasto si scioglie) i dischi di pasta su una superficie infarinata e ritagliate i pesci con un coltellino affilato. La scritta e' meglio farla con un coltello da burro.

Cuocete per 20-25 minuti in base all'altezza dell'impasto che avete steso, fate raffreddare e servite!

A Sawyer non erano piaciuti un granche' e a voi?