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sabato 10 ottobre 2015

IL REGISTA MAX CROCI CI SVELA GLI INGREDIENTI STUZZICANTI DI "POLI OPPOSTI"

Divertente, romantico, elegante e che ammicca alle commedie americane degli anni d'oro di Hollywood, POLI OPPOSTI e' un film da vedere se volete passare un'ora e mezza di leggerezza e godere della sempre più solida bravura di Luca Argentero.

Claudia e Stefano sono rispettivamente un'avvocatessa divorzista e un terapista di coppia che condividono, loro malgrado, un pianerottolo. Lei e' una mamma single che incolpa tutti gli uomini delle sue sventure amorose e lui un separato in casa che crede ancora nell'amore.  Apparentemente completamente diversi l'uno dall'altra presto si accorgono di non poter lottare contro l'attrazione "fisica" che colpisce i poli opposti.

Ho intervistato il regista MAX CROCI, al suo debutto dietro la macchina da presa di un lungometraggio. Conosciamolo meglio! 

Quali sono i due momenti della tua vita (professionale o non) che ti hanno reso il regista che sei oggi?
L'esperienza che mi ha segnato di più e' stata di sicuro il primo cortometraggio che ho girato tantissimi anni fa. Al tempo lavoravo in pubblicità, pero' l'amore per il cinema era fortissimo. Infatti, in un periodo in cui era molto più difficile cominciare perché non c'erano i mezzi oggi a disposizione, mi sono messo in testa di fare un cortometraggio bizzarro ambientato negli anni '20...e ce l'ho fatta! Mi ricordo l'emozione indescrivibile che ho provato il primo giorno di riprese e di aver capito subito che dirigere era quello che volevo "fare da grande". Questo e' forse il momento più importante pero' ce ne sono tantissimi altri che raccontano il mio amore per il cinema fin da quando ero ragazzino. Mi viene in mente, per esempio, di aver visto nel '74 il film Frankenstein Junior e di essere rimasto folgorato. Io amavo molto il genere horror degli anni '30 per cui capii tutti i riferimenti che Mel Brooks si diverte a mettere nella pellicola..che meraviglia!

Hai utilizzato molto il cortometraggio nella tua carriera: cosa ti attira della sua struttura? 
Il cortometraggio dal punto di vista artistico ti permette di raccontare una piccola storia in breve tempo e non hai tutti i vincoli che puoi trovare quando fai televisione, pubblicità o cinema. Sei completamente libero! Io mi sono buttato senza censurarmi, per cui i primi corti che ho girato, come Glamour Express o Rosso Tigre erano abbastanza estremi (ndr potete vederli sul suo sito personale). Mi sono molto divertito, ma sono anche stati estremamente utili da un punto di vista lavorativo perché rappresentavano il mio biglietto da visita. Infatti, grazie a Rosso Tigre sono riuscito a girare il mio primo spot e da li' e' partita anche la mia carriera in televisione.

Che consigli ti senti di dare ai giovani registi che spesso cominciano dai corti e vorrebbero seguire le tue orme?
Sono le orme di tutti! Si comincia con i cortometraggi per farsi conoscere attraverso i festival e ora si può sfruttare la rete per avere in poco tempo tantissime visualizzazioni del proprio lavoro. Questa e' la strada che secondo me dovrebbe intraprendere chi vuole cominciare questo mestiere senza pero' abbandonare mai gli studi. Frequentare una scuola di cinema può essere un buon inizio, ma studiare vuole dire anche amare il cinema, andare a vedere i film, conoscere le biografie degli autori, leggere i loro punti di vista. Io divoravo i libri di grandissimi come Welles e Hitchcock e ho imparato che avere uno sguardo sul passato e' fondamentale perché ti fornisce dei riferimenti in più.

Quale e’ stata la scintilla che ti ha fatto scattare l’amore per il progetto Poli Opposti?
Mi ha divertito molto il contrasto lui-lei e mi ha affascinato la possibilità di poter raccontare i litigi sul pianerottolo trasformandoli in un linguaggio d'amore. Mi ha fatto subito pensare ad un certo tipo di commedia appartenente al passato che raccontava una vera e propria lotta tra i sessi. Parlo di film come "La Signora del Venerdì" in cui i due protagonisti litigano tutto il tempo e sai perfettamente che sotto-sotto si amano. Ho trovato molto interessante anche mettere in evidenza il mondo di una donna single con figlio, una realtà molto diffusa visto che ci sono tantissimi mono-genitori, ma non abbastanza presente nel cinema italiano.

Claudia e Stefano sono due poli opposti, ma Luca, il figlio di Claudia, attrae entrambi: e’ forse una nuova teoria di fisica? Due poli e mezzo?
Luca e' un personaggio chiave che gioca una parte molto importante. E' stato cresciuto da una mamma che lo adora, ma ha problemi di adattamento con i suoi coetanei e nel momento in cui incontra Stefano lo idealizza come padre decidendo, forse inconsapevolmente, di fare da Cupido tra i due. Un'altra realtà messa in luce dal nostro film e' che i poli opposti si attraggono, ma se sono troppo diversi e non presentano punti di contatto raramente può nascere una storia di lunga durata, magari si crea una fiammata che finisce in fretta. Per i nostri Claudia e Stefano il vero punto di contatto, oltre a Luca, e' che si conoscevano quando erano piccoli.

Immagino che sia stata una bellissima esperienza lavorare con Luca Argentero e Sarah Felberbaum, che ingredienti hanno apportato a questa pellicola?
Nella presentazione all'inizio del film dichiarano, essendo poli opposti, due predisposizioni al cibo completamente diverse visto che lei e' vegana e lui predilige la carne! Se dovessi associarli a dei cibi, vedrei lui come una torta rassicurante che non ti sorprende e ti da' sicurezza. Lei, invece, potrebbe essere un fagottino che che non sai se e' dolce o salato, ma riserva molto sorprese all'interno.


Ho letto che sei un grande appassionato di commedie americane glamour, c’e’ un film o una scena particolare legata al cibo che ti e’ rimasta impressa?
Me ne viene subito in mente una da "La Donna del Giorno" con Katharine Hepburn e Spencer Tracy, e' il primo film che hanno girato insieme e lei interpreta una giornalista molto ricca e di successo completamente negata in cucina. Per avvicinarsi a lui si improvvisa cuoca e c'e' una scena in cui tenta la carta della brava massaia, ma il risultato e' assolutamente terrificante. Rivederla mi diverte sempre tantissimo!


Tu sei bravo a cucinare?
No, sono una schiappa! Mi piace mangiare e sono molto goloso, ma non cucino bene perché non sono paziente: vorrei che i cibi si cucinassero da soli in pochissimi secondi...ma non succede mai! Ho comunque sperimentato una ricetta mentre facevo una dieta vegetariana per un periodo. Un piatto a base di seitan affettato e cucinato con delle fettine sottilissime di mela in un piccolo soffritto. Devo dire che e' stata una piacevole invenzione.

Nella sceneggiatura di Poli Opposti vi ispirate alla fisica e io ho deciso di rifarmi alla chimica per abbinare il piatto perfetto al vostro film. 

Seguendo i dettami della cucina molecolare voglio tentare l'accostamento di ingredienti che apparentemente non si legano proprio come i due protagonisti:  TAGLIATA PER STEFANO E INSALATA CON GERMOGLI E UVA PER CLAUDIA ENTRAMBI CONDITI CON VINAIGRETTE AL CIOCCOLATO. Che ne dici?
Che non vedo l'ora di provarla! Sono un grande amante del cioccolato!

Ecco la ricetta!
Ingredienti per 2 persone: 500gr di entrecote, valeriana, germogli di radicchio, uva bianca, melograno. Per la vinaigrette: 100ml di aceto balsamico, 50gr di zucchero di canna, 50gr di cioccolato fondente, 40ml di olio, 1 cucchiaio di senape.

Per preparare la vinaigrette sciogliete in un pentolino lo zucchero di canna nell'aceto balsamico. Togliete dal fuoco e aggiungete il cioccolato a tocchetti, l'olio e la senape. Mescolate molto bene fino a che tutti gli ingredienti non si siano amalgamati. Lasciate raffreddare.

Cuocete la carne su una bistecchiera cosparsa di sale in modo che non si attacchi e cuocete 6/8 minuti per lato fino a formare una crosticina.

Affettate la carne e servitela con l'insalata di valeriana, germogli, uva e melograno. Condite con la vinaigrette a piacere. Vi sorprenderà!

sabato 12 luglio 2014

LA REGISTA SILVIA CASCIO CI REGALA PANCAKES ALLA BANANA

Silvia Cascio e' una giovane filmmaker con la quale ho avuto il piacere di lavorare più di una volta. L'ultima opera che ha diretto, il cortometraggio "C come calcio", e' legato al suo lavoro di educatrice e raggiunge veramente lo scopo che si era prefissato: fare avvicinare i ragazzi al calcio e al mondo del cinema in modo sano e divertente.

Scopriamo tutto di lei inclusa la sua ricetta preferita a colazione!

Parlaci di te: quando hai scoperto la tua passione per il cinema? Quale percorso hai seguito per rendere questa passione una carriera?
Mi sono innamorata del cinema da bambina, la prima volta che sono entrata in una sala buia e lo schermo ha proiettato una storia fantastica.. Era “La storia infinita”! Da adolescente ho iniziato a fare le prime esperienze come videomaker insieme ad amici che condividevano la stessa passione, dopodiché ho deciso di iscrivermi al DAMS indirizzo Cinema e Audiovisivi e mi sono laureata con una divertente tesi sul cinema horror.

Quale è la tua opera alla quale sei più legata? Perché?
Sicuramente “Il Gallo di Ramperto”, mediometraggio d’avventura per ragazzi. La lavorazione è stata lunga e faticosa, i ragazzini erano davvero difficili da gestire ma man mano che il lavoro proseguiva ci siamo legati davvero tantissimo. La tematica poi mi stava molto a cuore: otto ragazzini di etnie diverse salvano la città di Brescia da un disastro imminente, abbiamo cercato di parlare di integrazione nel modo più divertente e originale possibile.

Nella tua attività di educatrice cosa trovi più stimolante? Cosa ti hanno insegnato i tuoi studenti?
Trovo interessante unire le loro esperienze al lavoro professionale che ci è richiesto. Ho incontrato bambini e ragazzi con storie difficili e complicate, mi hanno fatto crescere come persona e come regista.

Raccontaci del cortometraggio “C come Calcio”: come è nata l’idea? Dove lo possiamo vedere?
E’ un lavoro fortemente voluto dal CSI per la Junior Tim Cup per promuovere il calcio negli oratori come sport e passione “sana”. Ci è stata richiesta una storia quotidiana, non eccezionale, abbiamo quindi lavorato con i ragazzi sull’idea di squadra, di amore per lo sport, di difficoltà che si incontrano strada facendo.

Al momento il trailer è visibile su Youtube, dopo le presentazioni ufficiali il cortometraggio sarà distribuito in dvd e poi pubblicato sul mio canale Youtube.


Meglio dirigere i ragazzi o gli adulti?
Forse gli adulti sono un po’ più gestibili. Anche se alcuni ragazzi sono talmente portati per la recitazione da darmi grandissime soddisfazioni!

Quale è il tuo film preferito in assoluto? E il film che associ alla cucina?
Ogni periodo della mia vita ha avuto un film preferito, diciamo che il mio preferito degli ultimi anni è il “Il cigno nero”. Film che associo alla cucina? Un film poco conosciuto ma che ho adorato, “Waitress - Ricette d'amore”.

Che rapporto hai con il cibo? Ti piace cucinare?
Adoro mangiare ma non amo particolarmente cucinare.

Hai mai usato il cibo per sedurre?
No.. Devo provare?

Regalaci la ricetta di un piatto che ti viene particolarmente bene!
Dato che in questi ultimi mesi sto sperimentando le colazioni anglo-americane, vi faccio provare la mia ricetta preferita: Banana pancakes.

Ingredienti: 200 gr di farina, 250 ml di latte, 2 uova, 3 cucchiai di olio di semi, 2 cucchiaini di lievito in polvere, 1 cucchiaio di zucchero, un pizzico di sale, 1/2 banana, sciroppo d'acero

Mettete in una ciotola la farina, un pizzico di sale, lo zucchero e il lievito. Aggiungete le due uova precedentemente sbattute per alcuni secondi, aggiungete il latte, l’olio di  semi e amalgamate il tutto. La banana può essere tagliata a rondelle sottili oppure schiacciata ed unita all’impasto.

Versare 3/4 cucchiai di composto in una padella del diametro di 10 cm circa e cuocere a fuoco medio per alcuni minuti (bastano un paio di min. per lato).
Comporre il piatto con due o più pancakes cospargendoli di puro sciroppo d’acero canadese (costa parecchio ma ne vale la pena!).