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domenica 1 giugno 2014

SIDEWAYS: PINOT NOIR ABBINATO AL POLLO AGLI AGRUMI

Sideways e' un film che ha lasciato un segno indelebile nella storia cinematografica per la sua sceneggiatura graffiante, per l'interpretazione degli attori e per il soggetto trattato diverso dal solito: IL VINO.

Sideways is a film that left a sign in movie making history because of its Oscar winning script, the fabulous acting and most of all because of the main protagonist of the plot: WINE.

Miles e Jack decidono di partire insieme per una settimana per festeggiare l'addio al celibato di quest'ultimo. Miles ha intenzione di degustare vino, mangiare buon cibo e giocare a golf, Jack ha un'idea completamente diversa di divertimento che include spassarsela con il maggior numero di belle ragazze possibile!

Miles and Jack leave together for a trip to celebrate Jack's bachelor party. Miles intends on tasting wine, eating good food and playing golf while Jack has a totally different idea that includes chasing as many women as possible.

Sara' l'incontro con due donne esperte di vino che li mettera' d'accordo, ma allo stesso tempo li portera' a confrontarsi con le loro paure e i loro peggiori difetti. L'unico che ne uscirà vincitore sarà il Pinot Nero, uva idolatrata da Miles :)

The meeting with two beautiful women, both wine experts, will have them agree on something, but at the same time will push them to confront themselves with their fears and their worst flaws. The only winning character will be Pinot Noir adored by Miles :)

In onore a questo vino che grazie al film ha visto impennare le vendite negli Stati Uniti ho cercato un abbinamento che ne esalti la degustazione e vi propongo la ricetta del pollo marinato agli agrumi con insalata condita con aceto balsamico. Infatti, molto spesso nel Pinot Nero sono presenti ricordi di agrumi e buccia d’arancia e la dolcezza agrodolce dell’aceto si affianca al suo frutto aggiungendo ulteriore profondità.

The sales of Pinot Noir has greatly increased thanks to this movie and I looked for a recipe that will accompany it perfectly: chicken marinated in citrus fruits with a salad dressed with balsamic vinegar. I chose this dish because often Pinot Noir has some memories of citrus and orange zest and the bitter sweet present in the vinegar adds deepness to its taste.

POLLO AGLI AGRUMI - CHICKEN IN CITRUS MARINATE
Ingredienti: 4 filetti di pollo, 1 lime, 1 limone, 1 arancia, 4 cucchiai di soia, 4 cucchiai di Pinot Nero, basilico, 1 spicchio di aglio, 2 cucchiai di olio d'oliva. Insalata, pomodori, cipollotto, aceto balsamico, sale.

Ingredients: 4 chicken filets, 1 lime, 1 lemon, 1 orange, 4 spoons of soy sauce, 4 spoons of Pinot Noir, basil, 1 clove of garlic, 2 spoons of olive oil. Salad, tomatoes, onions, balsamic vinegar, salt.

Con un coltello praticate dei tagli poco profondi nei filetti di petto di pollo. Poi in una terrina mescolate il succo degli agrumi con la soia, il vino, l'olio, lo spicchio d'aglio tritato e il basilico spezzato a mano. Aggiungete i filetti e fateli marinare in frigo per almeno un'ora.

With a knife make some no very deep cuts on the chicken filets. Then mix in a bowl the juice of the lime/lemon/orange, the soy sauce, the wine, the oil, the minced garlic and the basil broken with your hands. Add the filets and let them in the marinade in the fridge for at least one hour.

Mettete in una padella i filetti e fateli cuocere per 5 minuti a questo punto aggiungete la salsa che deve ridurre di almeno la meta' mentre il pollo cuoce. Nel frattempo preparate l'insalata.

Put the filets in a pan and cook them for 5 minutes then you can add also the marinade that has to reduce at least in half. In the meantime prepare the salad.
Servite con un buon bicchiere di Pinot Nero! Serve with a good glass of Pinot Noir!

lunedì 17 marzo 2014

ALESSANDRA ROTONDI CI SVELA I SEGRETI DI UNA SOMMELIER NEWYORKESE

Sommelier, giornalista, scrittrice e ideatrice delle Wine Seduction Dinners, Alessandra Rotondi da 7 anni incanta New York con la sua grande conoscenza di vini e Italian lifestyle

La bravura di Alessandra non si ferma di certo alla Grande Mela infatti più di 20 ristoranti di diverse città del mondo richiedono le sue consulenze! La passione per il vino le scorre nel sangue, volete sapere perché?

Parlaci di te: quali sono i tre punti di svolta della tua vita che ti hanno portato dove sei ora?
Per assurdo sono tre motivazioni negative che ho saputo rivisitare e trasformare in impulso positivo ad iniziare una vita nuova:
1) Una lunga convivenza con l’anoressia che mi aveva portato per tanti, troppi anni, a rifiutare qualunque cosa potesse essere ingerita. Decidere di cambiare professione (ero funzionaria dell’Ambasciata dell’Ecuador in Italia) e buttarmi nella ristorazione è stata la mia sfida: o soccombevo dovendo interagire quotidianamente con il cibo che altri mangiavano sul quale dovevo consigliare un abbinamento vino, oppure imparavo a conoscerlo, a non averne paura, apprezzarlo, scriverlo, promuoverlo. Con tenacia e fede, ha vinto la seconda possibilità.

2) New York: mi colpì moltissimo la tragedia dell’11 Settembre 2001 che ho seguito come molti dalla TV vivendo ancora a Roma. Non riuscivo a pensare ad altro pur non conoscendo nessuno a New York che per me era solo una città visitata da turista, senza che nemmeno mi piacesse tra le altre cose. Ma vedere la tragedia in diretta mi impose di chiedermi “cosa sarà mai la mia stupida difficoltà a mangiare in confronto a tanto dolore universale?” A Novembre 2001 mi presi un mese di ferie dal lavoro e venni a stare a New York per immergermi in quel dolore ed invece trovai tanta energia positiva dei Newyorkesi che, seppur in lutto, volevano ripartire, elargendo sorrisi e coraggio a tutti. Mi dissi: “voglio riniziare la mia vita qui, ricaricando le mie pile scariche proprio a New York”.

3) Senso di colpa nei confronti di mio Padre morto prematuramente, originario di San Gusmè, gioiello nel Chianti Classico. Il suo amore per le suo origini lo portò a comprare una vigna nei Castelli Romani che lui stesso curava, dove costruì da solo una villa per le nostre scampagnate. Non gli diedi mai grande soddisfazione, nel senso che da brava adolescente, la vigna o fare il vino non era certo uno dei pensieri primari. Ero anche ostinatamente astemia.

Il dolore di queste tre cose si è trasformato in positività: ho chiuso una vita e, dopo un fondamentale corso all’AIS di Roma per imparare l’ABC del vino ed uno stage in cantina presso il ristorante Gusto di Roma, ho capito che questo ambiente mi piaceva. Scelte ponderate sui tempi e modalità mi hanno portato dove sono ora.

Che cosa ti ha affascinato del mondo del vino? Hai già trovato la bottiglia perfetta o la stai ancora cercando?
Un vino buono nasce dopo un enorme lavoro ed una grande fede. Non si possono avere risultati immediati. Ci vuole costanza e pazienza. E determinazione a ricominciare tutto da capo se un anno, per condizioni avverse climatiche o altro, si deve “saltare un turno”. Questo mi affascina: i lavori svolti in vigna e in cantina insegnano la vita. Mi auguro di non trovare mai la bottiglia perfetta per continuare a cercarla sempre.

Gli chef uomini sono i più conosciuti e premiati, è lo stesso anche per gli esperti di vino? Quante sommelier donne ci sono?
Sono molto contenta dell’incremento del numero di donne che a vario titolo sono coinvolte nel wine business. Orgogliosa di fronte ai numeri “rosa” di titolari di aziende. Da quello che so, ci sono molte Sommelier diplomate, ma ad esercitare la professione in ristorante, almeno a New York, siamo ancora poche.

Nel tuo lavoro hai avuto modo di incontrare/lavorare con molte celebrities internazionali, quale di loro ti ha stupito per la conoscenza dei vini italiani?
Chris Noth, ovvero Mister Big di “Sex & the City” che proprio come il personaggio che impersonava ha una buona cultura vinicola. Ma mentre nella fiction beveva sempre vini francesi, nelle cene che abbiamo condiviso ha ordinato, con cognizione di causa, buoni nomi ed annate di Barolo ed Amarone.

Con Wine Seduction hai associato il vino alla seduzione, quale è stato il tuo evento più eccitante?
Le Wine Seduction Dinners presentate da Zagat, nome che negli Stati Uniti significa la casa editrice più famosa di guide della ristorazione, viaggi e lifestyle oltre che essere il cognome di due coniugi la cui popolarità è immensa. Per due “San Valentino” di seguito, Zagat ha fatto sue le mie cene/degustazioni presentandole con il proprio logo e mettendo l’annuncio online: sold out nel giro di pochissimi minuti e richiesta di bissare le cene anche il 15 ed il 16 Febbraio. Mai San Valentino è durato così tanto a New York!

Il film Sideways incarna il binomio “vino e cinema”, ti è piaciuto? Cosa ne pensi dei vini americani?
Mi piacque molto il film, soprattutto quello che disse Maya, una dei personaggi in cui molti di noi si sono ritrovati totalmente: “Il vino è un essere vivente. Amo immaginare l’anno in cui sono cresciute le uve di un vino. Se c’era un bel sole…Se pioveva. E amo immaginare le persone che hanno curato e vendemmiato quelle uve. Se è un vino d’annata, penso a quante di loro sono morte. Mi piace che il vino continui ad evolversi. Mi piace pensare che se apro una bottiglia oggi, avrà un gusto diverso da quello che avrebbe se l’aprissi un altro giorno. Perché una bottiglia di vino è un qualcosa che ha vita. Ed è…in costante evoluzione e acquista complessità. Finché raggiunge l’apice… E poi comincia il suo… lento… inesorabile declino”
I vini americani, molti, sono perfetti, impeccabili, creati da passione, lavoro sapiente e giusta metodologia. I nostri hanno qualcosa in più: una tradizione pluricentenaria che si ritrova nel bicchiere e che nessun enologo può riprodurre.

Quale è il tuo rapporto con il cibo? Raccontaci il ricordo a te più caro legato ad una ricetta.
Nonostante i miei trascorsi, io ho sempre adorato il cibo, ma nei momenti bui l’ho rifiutato. Ora, in questa nuova vita, non dimentico i miei primi amori che sono le cose più semplici della nostra tavola: pane (sono una mangiatrice di pane, tutte le tipologie, insaziabile), olio d’oliva, pomodori, formaggi a pasta fresca e dura non troppo stagionati e zuppe di verdure o legumi. La pizza è, è stata e sarà sempre il mio piatto della gioia da condividere con le persone care.

Che abbinamento ci consigli?
Facciamo un abbinamento con la pizza? Immaginiamo una Margherita? Non me ne vogliano i colleghi: ordino una birra, una del variegato, incredibile, pazzescamente ricco mondo delle birre italiane. E sulla marca... abbiamo tempo per un’altra intervista?